Umbria

Guerra, potere d’acquisto degli umbri a rischio shock

di M.T.

In Umbria la benzina self a 1,82 euro al litro e il gasolio a 2,05 euro segnano un lieve calo rispetto ai picchi recenti, ma le tensioni nel Golfo rischiano di innescare un nuovo shock sul potere d’acquisto delle famiglie. Un fenomeno che si inserisce in un contesto di redditi stagnanti, con la mediana del reddito disponibile equivalente degli individui a 19.700 euro annui nel 2022, leggermente sopra la media italiana di 18.600 euro.​

La curva del reddito umbro riflette quella nazionale, con una fase di recupero post-pandemia ma livelli ancora sotto quelli di vent’anni fa. Secondo i dati Istat nel BesT Umbria 2025, il reddito pro-capite disponibile è pari a 20.103 euro nel 2022, inferiore alla media italiana di 21.089 euro e al Centro di 21.998 euro. Tra il 2019 e il 2022 l’Umbria ha registrato un aumento dell’8,9 per cento nel reddito disponibile pro-capite, raggiungendo 20.656 euro, ma resta sotto i valori pre-crisi in termini reali.

Le quattro crisi nazionali hanno colpito anche l’Umbria, amplificate da rincari energetici locali: la pandemia ha deflazionato i consumi, mentre l’invasione russa dell’Ucraina ha gonfiato i costi del gas e dell’elettricità. Nel 2025 le imprese umbre hanno subito un aggravio di 257 milioni di euro per i rincari energetici, con un aumento medio del 19,2 per cento su elettricità e gas rispetto al 2024. I consumi pro-capite restano sotto i livelli pre-crisi, ma nel 2025 emerge un segnale positivo con una crescita dell’1,1 per cento, in linea con la media italiana.

Austerità e aiuti pubblici hanno mitigato gli impatti, ma la retribuzione media annua dei dipendenti è ferma a 20.993 euro nel 2023, contro i 23.630 euro nazionali. Le pensioni medie pro-capite viaggiano sui 21.683 euro, vicine alla media italiana, mentre l’8,7 per cento dei pensionati ha importi bassi sotto i 500 euro lordi mensili. Il tasso di sofferenza dei prestiti alle famiglie è allo 0,5 per cento nel 2024, stabile.

La ricchezza finanziaria delle famiglie umbre beneficia del trend nazionale, con un aumento del 4,5 per cento nel 2025 per complessivi 6.148 miliardi in Italia, ma con forte incidenza di liquidità prudente sui depositi. In Umbria i depositi e la ricchezza crescono, trainati da azioni e oro, ma la prudenza resta d’ordine: l’indice MsciWorld ha guadagnato il 484 per cento dal 2005, mentre i Btp decennali sono a +133 per cento, con famiglie esposte a bond pubblici per circa 300 miliardi nazionali.

Questi shock esterni, da guerre a tensioni geopolitiche, potrebbero indurre maggiore cautela nei consumi umbri, già polarizzati tra beni essenziali e risparmio energetico (-35,1 per cento nei consumi reali domestici). La sfida è modulare aiuti mirati alle fasce deboli, evitando che i rincari erodano il fragile recupero del potere d’acquisto regionale.

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