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Guerra in Ucraina, Zelensky ribadisce: pronti a cessate il fuoco incondizionato. Dall’Europa aiuti da 3,5 miliardi

Se dalla Casa Bianca fanno sapere che il presidente Donald Trump è «frustrato con entrambi i leader» di Russia e Ucraina perché non si riesce a raggiungere la pace, Zelensky risponde a distanza di essere «disposto a un cessate il fuoco incondizionato», di averlo «già dimostrato» e che le diplomazie stanno lavorando a un accordo sulle terre rare. Ma il presidente ucraino sottolinea anche che gli Stati Uniti si stanno rendendo conto lentamente che Mosca non è così interessata alla pace e Kiev sta ancora aspettando di vedere la pressione americana sulla Russia.

E mentre le schermaglie verbali e la diplomazia continuano il loro corso, si va verso un altro importante appuntamento a livello Nato. Il segretario di Stato americano Marco Rubio riceverà «molti messaggi» dagli alleati europei nel corso della riunione ministeriale Esteri della Nato di giovedì e venerdì poiché «c’è un sentimento di disagio» sui negoziati in corso con la Russia sulla Guerra in Ucraina «dato che non siamo al tavolo delle trattative». Ad affermarlo è un’alta fonte diplomatica alleata, citata dall’agenzia Ansa. «Non le chiamerei linee rosse, forse, ma senz’altro un limite da non oltrepassare», aggiunge la fonte. L’Europa non vuole che l’Ucraina sia «condannata alla neutralità perpetua», che vi sia un riconoscimento “ufficiale” dei territori occupati dalla Russia e siano imposti “limiti” alla fornitura di armi a Kiev.

Sanzioni e Pace

Proprio in vista del vertice, il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, ha chiesto al presidente russo Vladimir Putin di accettare un cessate il fuoco in Ucraina senza alcuna precondizione. «L’Ucraina ha chiarito non solo di essere pronta, ma di accettare un cessate il fuoco senza precondizioni», ha affermato Baerbock durante un incontro con il suo collega ucraino Andriy Sybiha, durante la sua ultima visita a Kiev. «Chi non lo fa è il presidente russo. La realtà dimostra che la strategia di Putin non è la pace, ma ulteriore distruzione. Lo dimostrano i continui attacchi russi alle case e alle infrastrutture energetiche ucraine», ha affermato Baerbock. «Pertanto, per noi europei è chiaro: non può esserci revoca delle sanzioni senza pace», ha aggiunto la ministra tedesca.

Dal canto suo, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ha affermato: «Abbiamo bisogno ora non di promesse vuote ma di atti concreti», parlando della proposta per una tregua nel Mar Nero, vale a dire di «accesso ai porti, traffico marittimo civile, assicurazioni e così via. I nostri colleghi americani stanno ora esaminando le nostre proposte e ci hanno promesso una risposta a breve», ha aggiunto. Le proposte avanzate da Mosca sono necessarie per evitare il fallimento della prima iniziativa sull’export di grano attraverso il Mar Nero varata grazie anche alla mediazione dell’Onu e della Turchia pochi mesi dopo l’inizio della guerra. Lavrov denuncia che nel quadro di quella iniziativa non è stato rispettato l’impegno a garantire il flusso di grano e fertilizzanti russi, ma solo di prodotti ucraini. La Russia si era ritirata dall’accordo nell’estate del 2023.

Aiuti dalla UE

Inanto, ìl’Ue ha erogato oggi 3,5 miliardi di euro nell’ambito dello Strumento per l’Ucraina dopo che l’Ucraina ha portato a termine con successo le riforme richieste”. Lo annuncia via social la commissaria europea all’Allargamento Marta Kos. “Ciò – aggiunge – contribuirà a rafforzare le finanze del Paese in un momento cruciale e rappresenta una prova continua del forte impegno dell’Ue nei confronti dell’Ucraina”.


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