Liguria

Guerra in Iran, Bucci: “Un po’ di preoccupazione, ma anche opportunità per la logistica”


Genova. “C’è un po’ di preoccupazione ovunque per quanto riguarda le catene logistiche, i carburanti, il gas. La situazione è in continua evoluzione e prima o poi si troverà anche il modo per sistemare le cose, ma queste situazioni è ovvio che sono anche opportunità per gli imprenditori della logistica per poter fare un buon lavoro e quindi risolvere anche i problemi”. Così il presidente Marco Bucci sulla guerra in Iran e in Medio Oriente, a margine della decima edizione dell’evento Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry 2026 in corso a Milano.

“La logistica è un meccanismo estremamente flessibile che riesce sempre a trovare le vie anche nei momenti di crisi – ha spiegato Bucci -. Non sono preoccupato in generale, ma molto attento, come lo sono gli imprenditori, a trovare la via giusta nel momento giusto e ce la faremo sicuramente”.

Il Pd: “Atteggiamento grave, ma in che mondo vive?”

Le parole del governatore ligure agitano il Pd. “Se Bucci non riconosce i problemi che si stanno creando a causa del conflitto in Iran (che lo stesso presidente dell’Autorità di sistema portuale, Matteo Paroli, invece indica come pronti a esplodere con conseguenze drammatiche sui nostri porti) vuol dire che la Regione si sta sollevando da qualsiasi responsabilità di intervento a tutela del tessuto economico, imprenditoriale e portuale ligure. È un atteggiamento grave, perché di fronte a uno scenario internazionale così instabile la prima cosa che dovrebbe fare la Regione è prepararsi a gestire le ricadute economiche sui territori – accusano il segretario regionale Davide Natale e il responsabile economica Matteo Bianchi .- Dovrebbe muoversi nei confronti del governo per chiedere misure straordinarie a sostegno del sistema della portualità e della logistica, visto che le possibili pesanti conseguenze. Minimizzare il problema, come sta facendo Bucci, non lo farà sparire: al contrario significa lasciare imprese, lavoratori e famiglie senza alcuna strategia di tutela proprio mentre si profilano aumenti dei costi e nuove difficoltà per l’economia. La sottovalutazione di ciò che sta accadendo non è solo un errore, ma un rischio concreto per il sistema produttivo ligure. La Regione dovrebbe contribuire a impedire che i rincari che graveranno su famiglie, lavoratori e imprese abbiano conseguenze pesanti sulla vita dei cittadini, e dovrebbe incalzare il governo affinché metta in campo strumenti straordinari. Un governo che oggi appare irrilevante nello scacchiere internazionale, ma che almeno sul piano nazionale ci auguriamo abbia la capacità di provare a rendersi utile per difendere la Liguria”.

“Sconcerto” da parte dell’eurodeputato Brando Benifei: “Mi chiedo francamente in che mondo viva Bucci. Il blocco dello Stretto di Hormuz sta già determinando un aumento dei costi dell’energia, con ricadute dirette su famiglie e imprese. L’incertezza sul traffico merci, con la sospensione e la deviazione di rotte strategiche, mette a rischio la stabilità delle catene di approvvigionamento e colpisce in particolare un Paese manifatturiero ed esportatore come l’Italia. A questo si aggiungono tensioni internazionali sempre più gravi, che hanno riverberi anche nell’Unione europea, come dimostra il recente scontro tra Donald Trump e Pedro Sánchez. Ci troviamo in una situazione che alimenta la volatilità dei mercati finanziari e aumenta l’incertezza economica globale. Davvero qualcuno può considerare tutto questo un’occasione? Quello che Bucci vorrebbe far passare come cinismo imprenditoriale non è altro che una lettura miope e pericolosa della realtà.
Le occasioni da cogliere sono altre: rafforzare l’autonomia energetica europea, investire nella sicurezza e nella cooperazione internazionale, sostenere concretamente le imprese colpite dall’aumento dei costi e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie. Come presidente della delegazione del Parlamento europeo per i rapporti con gli Stati Uniti, da mesi e mesi l’ impegno che porto avanti insieme a colleghi di ogni parte politica è quello di lavorare, con grande fatica, per ridurre le tensioni e cercare di stabilizzare una situazione tanto volatile quanto sfiancante. È offensivo sentire minimizzata così una crisi che rischia di aggravare le fragilità economiche e sociali del nostro continente. Da chi governa ai massimi livelli ci si aspetta senso di responsabilità, non dichiarazioni superficiali”.

Bucci ad Assolombarda: “In Liguria investimenti per 18 miliardi, rafforziamo la logistica del Nord Ovest”

“La logistica non è più soltanto un costo, ma un valore aggiunto: significa fare arrivare merci, persone e dati a destinazione generando sviluppo e occupazione sui territori – ha detto ancora Bucci durante l’intervento al centro congressi di Assolombarda -. Genova e la Liguria questa centralità la conoscono da secoli, grazie alla loro posizione strategica nel Mediterraneo. Oggi la stiamo rafforzando con una trasformazione infrastrutturale senza precedenti: in Liguria sono in corso investimenti per circa 18 miliardi di euro, dal Terzo Valico al potenziamento dei collegamenti portuali e ferroviari, fino al tunnel subportuale di Genova, con l’apertura proprio nelle ultime ore della nuova galleria ferroviaria”.

“Accanto alle opere fisiche ci sono infrastrutture meno visibili ma altrettanto strategiche, come i cavi sottomarini per il trasporto dei dati, che rafforzano il ruolo della Liguria come hub logistico e digitale nel Mediterraneo. In questi giorni la situazione geopolitica internazionale impone riflessioni, le crisi però non vanno considerate una fine, ma un’occasione per cambiare e migliorare. Chi sa governare il cambiamento può trasformarle in opportunità. In questo scenario dobbiamo essere competitivi: integrare porti, ferrovie e retroporti e rafforzare il sistema logistico del Nord Ovest significa sostenere la crescita dell’intero Paese”, ha concluso.

Intermodalità, Paroli: “Infrastrutture nei tempi, tracce ferroviarie utilizzate al 100% e alleanza con gli operatori: così rafforziamo i traffici”

“Le Autorità portuali non devono limitarsi a costruire utilizzando cemento e calcestruzzo: devono attrarre investimenti privati, affiancare gli operatori e garantire che ogni traccia ferroviaria resa disponibile dal gestore della rete sia utilizzata dai vettori al 100%. Infrastrutture nei tempi, efficienza gestionale e attrazione di capitali privati sono le tre leve per rafforzare subito i traffici”. È il messaggio espresso dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, intervenuto alla tavola rotonda L’intermodale ferro-portuale.

Paroli ha ribadito l’impegno strutturale del sistema portuale di Genova, Genova Pra’ e Savona-Vado: “Il sistema portuale ha investito 167 milioni di euro per il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria. Parliamo di interventi concreti nei porti di Genova, Genova Pra’ e Savona-Vado, con adeguamento dei fasci binari ai moduli da 750 metri, integrazione tecnologica e maggiore automatizzazione delle operazioni. Il primo obiettivo dell’Autorità di Sistema è portare a termine questi lavori nei tempi previsti, perché la pubblica amministrazione deve rispettare le scadenze che essa stessa stabilisce quando bandisce le gare”. Accanto agli investimenti, il presidente ha richiamato con forza la necessità di valorizzare pienamente le capacità già disponibili: “Le tracce ferroviarie che oggi abbiamo devono essere sfruttate al 100%. Non possiamo permetterci di lasciarne vuota neanche una. L’uso della traccia non può essere discrezionale da parte dell’operatore che l’ha contrattualizzata e poi rinunciarvi incide sull’intero sistema logistico nazionale. Dobbiamo lavorare con quello che abbiamo oggi, ottimizzando aree portuali, treni e slot ferroviari”.

Sul fronte degli incentivi, con riferimento al meccanismo del ferrobonus, Paroli ha precisato che gli incentivi hanno avuto una funzione di start-up e ancora oggi aiutano il passaggio dalla gomma al ferro, ma non possono rappresentare da soli la chiave di svolta strutturale. Devono accompagnare il potenziamento infrastrutturale e l’efficienza gestionale, non sostituirsi ad esse. In questa ottica, il ruolo dell’incentivo andrà valutato in modo coerente quando il sistema sarà pienamente performante e, nel 2028, la rete ferroviaria nazionale avrà’ capacità decisamente superiori a quelle attuali.




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