Umbria

Guerra, carovita e salari: protesta anche in Umbria. A Perugia manifestanti sui binari

«Contro guerra, carovita e repressione… Strappiamogli il futuro». Questo è uno dei tanti striscioni esposti venerdì mattina nel centro di Perugia e Terni, in occasione dello sciopero generale indetto dall’Unione sindacale di base in tutte le città italiane. Presenti lavoratori, studenti, famiglie con i figli a carico e rappresentanti delle sigle sindacali: complessivamente circa duemila le persone scese in piazza in Umbria. Salari, carovita, riarmo sono i temi principali della protesta pacifica.

Perugia Nel capoluogo di regione erano 700 i manifestanti che alle 9 sono partiti da piazza Partigiani diretti verso piazza IV Novembre. «Non ce la facciamo più, non vogliamo vivere in un futuro non adatto a noi» rivendica una manifestante. Oltre ai tantissimi studenti, erano presenti anche molti lavoratori: «La nostra è una battaglia di diritti. I lavoratori non possono pagare i costi della guerra e la speculazione sul prezzo del petrolio, i nostri salari gridano vendetta. Non si arriva alla fine del mese», afferma un operaio a Umbria24. Il corteo si è concluso all’interno della stazione di Fontivegge, dove si sono registrati disagi alla circolazione dei treni a causa di alcuni manifestanti seduti lungo i binari. Necessario quindi l’intervento delle forze dell’ordine che verso le 13 hanno sgomberato pacificamente i binari e ripristinato la circolazione ferroviaria. Due sono stati i treni regionali coinvolti: uno diretto a Roma e l’altro proveniente da Foligno e diretto a Firenze. In corso gli accertamenti da parte della Digos per identificare le persone coinvolte e valutare eventuali responsabilità.

Terni «Giù le armi, su i salari» è invece lo slogan rivendicato da un operaio a Terni, dove il corteo è partito verso le 9 da piazza dell’Orologio. Lo sciopero si è diretto poi fuori dall’ufficio scolastico provinciale ed è proseguito fino a piazza Tacito. Al vento le bandiere della Palestina, del Pci, delle sigle sindacali e anche il tricolore italiano. «No all’economia di guerra! No al governo di guerra!» è un altro striscione esposto dagli studenti. Anche a Terni i manifestanti erano circa un migliaio. «Rivendichiamo un mondo diverso e un governo che invece dia ascolto ai propri cittadini, che sia presente e che tuteli tutti i suoi abitanti», spiega Unione Studenti Terni. Il corteo è poi terminato in piazza Europa.

Temi La manifestazione segue una settimana caratterizzata da altre mobilitazioni: prima fra tutte, il presidio degli universitari nel giardino del rettorato. Ma in Umbria le proteste sono state pacifiche, nel pieno rispetto di quello che aveva annunciato Usb, anche grazie al servizio di ordine e sicurezza pubblica predisposto dalle questure per garantire il pacifico svolgimento del corteo e contenere eventuali disagi. I temi al centro dell’attenzione dei manifestanti sono stati l’aumento dei salari e delle pensioni, con un salario minimo di 10 euro all’ora e 2mila euro netti al mese, il blocco del caro vita e l’abbassamento dei prezzi dei beni essenziali, energia e carburanti. Mobilitazione anche contro guerra e riarmo, invitando a destinare le risorse a sanità, scuola, trasporti e servizi pubblici. Non sono mancati poi i cori contro il governo Meloni e la stessa presidente del Consiglio: «Meloni attenta che salti pure te».

Adesioni Unione sindacale di base nazionale fa sapere che sono oltre 60 le piazze italiane coinvolte nello sciopero e almeno un milione i lavoratori e le lavoratrici presenti nei cortei. Anche in Umbria in molti hanno abbassato la saracinesca per andare in piazza, come la libreria Mannaggia o Revibe a Perugia. Tra le sigle sindacali, Cobas, che a Terni afferma: «Quello che chiediamo sono diritti contro le politiche repressive di questo governo e contro la libertà di espressione e manifestazione».

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