Umbria

Gubbio, riconosciuto il risarcimento per la strage dei 40 Martiri


Un verdetto che scrive una pagina di giustizia ritrovata e riafferma la memoria collettiva. Il Tribunale Civile di Perugia, con una sentenza della dottoressa Gaia Muscato, ha riconosciuto per la prima volta il diritto al risarcimento a due fratelli di Gubbio per i danni subiti a seguito della Strage dei 40 Martiri, l’eccidio in cui perse la vita il loro nonno il 22 giugno 1944.

I due ricorrenti, rappresentati dall’avvocato Piero Pieri e dal suo studio, hanno visto accolta la loro azione giudiziaria per il risarcimento dei danni non patrimoniali patiti in prima persona e per quelli sopportati dal loro padre, a seguito dell’esecuzione per rappresaglia del capofamiglia. Quella dei due fratelli è l’unica famiglia, tra le 40 colpite dalla rappresaglia nazifascista, ad aver intrapreso questa strada giudiziaria.

La causa, definita dal legale “di particolare peculiarità e complessità”, si è basata sulla legge n. 79 del 2022, che ha istituito un fondo specifico per il ristoro delle vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità commessi dal Terzo Reich. Il percorso verso la sentenza non è stato semplice: è stato necessario un meticoloso lavoro di ricostruzione storica di quello che resta il più grave eccidio avvenuto in Umbria durante il secondo conflitto mondiale, evento che segnò indelebilmente la comunità di Gubbio e l’intera regione.

Successivamente, i legali hanno dovuto affrontare un articolato inquadramento giuridico per individuare la corretta procedura e i soggetti destinatari della domanda risarcitoria, chiarendo i diritti degli attori alla luce della loro specifica posizione di vittime indirette. Solo al termine di questo iter, il Tribunale di Perugia ha emesso una pronuncia che l’avvocato Pieri definisce “corretta, chiara, dettagliata ed esauriente”, pienamente adeguata alla specificità del caso.

Il valore della sentenza, tuttavia, oltrepassa la sfera individuale. Come sottolineato dall’avvocato Pieri, essa si configura come “un atto di riconoscimento di responsabilità istituzionale e di riaffermazione della dignità delle vittime e dei loro familiari”. Per la cittadinanza eugubina, rappresenta un passaggio di enorme rilevanza, sia sul piano del riconoscimento giuridico del danno subito, sia su quello della memoria storica e civile, riportando alla coscienza collettiva il dramma più lacerante della storia locale recente.

Una riparazione che arriva dopo quasi ottant’anni, ma che restituisce verità e un formale riconoscimento del dolore tramandato attraverso le generazioni.


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