Gronda, Rixi: “Il progetto lo ha deciso Marta Vincenzi, ora Salis dica se vuole cambiarlo”

Genova. “Il progetto della Gronda è di Marta Vincenzi che non è di destra, è del Pd”. Ora si può cambiare “se lo vuole la sindaca e lo vuole Genova per impattare meno in Valpolcevera, per gravare meno sulle tasche degli italiani e per cercare di fare un’opera aggiornata al 2030″. Però “se il Comune mi chiede di andare avanti col progetto, noi andiamo avanti“. Il viceministro Edoardo Rixi, a margine di un evento sul referendum a Genova, replica così alla sindaca Silvia Salis che ha invitato il centrodestra a fare mea culpa, dopo che lo stesso leader della Lega in Liguria, in un’intervista a Primocanale, ha parlato di progetto “da rifare”.
“Non c’è nessuna utilità da parte del ministero a cambiare il progetto, se non quello che io sto cercando di fare”, aggiunge Rixi, cioè “trovare un dialogo sul territorio per migliorare le opere e soprattutto ridurre gli impatti delle cantierizzazioni sulla viabilità. Perché anch’io abito a Genova, vedo la fatica che fanno i miei concittadini a muoversi tra mille cantieri e so di per certo che avremo problemi ancora crescenti nei prossimi dieci anni. O troviamo soluzioni percorribili o il rischio di una paralisi della città di Genova è particolarmente elevato.
Il viceministro si conferma “a disposizione” e nega responsabilità per ciò che è successo finora: “Dal 2022 noi abbiamo chiesto al gestore di aggiornare il vecchio progetto, anche perché dopo il 2018 sono cambiate le leggi sulla sicurezza. Il gestore ha aspettato fino alla presentazione del Pef. Quindi le inadempienze non sono da parte del ministero, ma semmai da parte dei ministri precedenti che, quando gli erano stati proposti percorsi alternativi, hanno sempre difeso un vecchio progetto che per noi è sicuramente la base di partenza. Se non ci saranno aperture andremo avanti con l’attuale progetto, cercando di migliorarlo con tutto quello che possiamo inserire nel piano economico finanziario di Aspi”.
Per Rixi, insomma, è l’amministrazione guidata da Silvia Salis che dovrebbe decidere se cambiare quel progetto, già in minima realizzato con le opere del lotto zero e rimasto poi impantanato nell’aumento esorbitante dei costi (da 4 miliardi a 6-8 secondo le ultime stime) che ha fatto venir meno la certezza del finanziamento a carico di Autostrade.
“L’alternativa ottimale – spiega il viceministro – è cercare di avere meno impatto sul territorio, quindi ridurre gli scavi, evitare le aree amiantifere, evitare di passare con i camion dentro la viabilità urbana, ridurre le cantierizzazioni in città, attuare per gradi la Gronda al fine di avere immediatamente disponibile una prima parte, non solo sul Levante ma anche sul Ponente, in modo da accelerare poi le opere strutturali da fare sull’attuale sede autostradale che, nel tratto tra Voltri e Genova Ovest, è una delle più critiche che avremo nei prossimi 15 anni. Dopodiché se ne parla coi tecnici”.
Torna in auge perciò il “tracciato basso”, escluso dal dibattito pubblico dell’epoca che si era concluso con la scelta della variante “intermedia” non avendo mai previsto l’opzione zero. “La cosa più logica”, ribadisce Rixi, è un “affiancamento al ponte, allora Morandi e oggi San Giorgio, per non andare a disturbare Bolzaneto e altre aree. Oltretutto, con le demolizioni fatte per la ricostruzione ci sarebbe lo spazio per farlo e non andremmo a devastare altre aree”. Da capire come si potrebbero gestire le varie interferenze, a cominciare dallo stabilimento di Ansaldo Energia. In ogni caso può tornare tutto in discussione: “È chiaro che oggi se ne può parlare perché siamo di fronte al nuovo piano economico finanziario del gestore. Quindi io ne ho parlato alla città come dovere, e non solo perché sono genovese“.
Salis, che deve gestire posizioni molto diverse sul tema all’interno della sua maggioranza, ha chiesto “ipotesi progettuali realizzabili“. L’unico progetto davvero alternativo discusso in questi anni nell’ambito del centrosinistra era quello della Genovina, un’ipotesi che prevedeva il raddoppio della A7 come da progetto di Aspi e un prolungamento della strada Guido Rossa verso Multedo, con l’aggiunta di un tunnel Aeroporto-Campi e un deciso potenziamento del trasporto pubblico per ridurre il traffico interno. Non è escluso che se ne torni a parlare nei prossimi mesi.




