Gries, ciclisti contromano per aggirare i sensi unici – Bolzano
BOLZANO. In città negli ultimi anni si è fatto molto a favore della bicicletta, ma non tutte le ciambelle sono riuscite col buco. Qualunque bolzanino si muova pedalando ne è conscio: non tutti i percorsi sono sicuri.
Un nodo assolutamente irrisolto della viabilità a due ruote riguarda la Gries storica: troppi sensi unici decisi decenni fa, quando a dominare era l’auto. In bici vai ma non riesci a tornare, oppure torni ma non riesci ad andare. E allora, specie al mattino all’orario di entrata nelle numerosissime scuole materne elementari medie e superiori in zona, oltre a chi elude andando sui marciapiedi, è il festival dei ciclisti contromano. Ne sono testimoni i nonni vigili e le nonne vigilesse.
E la polizia municipale, che per esempio in via Egger Lienz li attende al varco quasi quotidianamente. Ma contromano viaggiano anche i bimbi coi monopattini, o gli adulti che sfrecciano a bordo dei monopattini elettrici, magari in due, trasportando i figli privi di casco.
Sensi unici a rischio
Le strade calde sono numerose: via Fucine verso il Grieserhof, dove molti arrivano dal Gries Village, ma poi la ciclabile realizzata all’interno del complesso residenziale non prosegue verso via Vittorio Veneto e allora tutti contromano. Segue via Segantini, dove, nonostante la recente ciclabile promiscua realizzata sul marciapiedi, in tantissimi viaggiano contromano, anche perché nel primo tratto da via Fago lungo via Pacher, prima di raggiungere via Segantini, si deve per forza viaggiare o contromano o sul marciapiedi rischiando di investire i pedoni.
Poi ci sono via Egger Lienz e la successiva via delle Marcelline: anche qui sali ma non potresti scendere, anche se lo fanno in tanti. L’unica strada in zona che consenta di tornare indietro verso Gries è viale Principe Eugenio di Savoia, dotato di corsia ciclabile contromano. Però, al termine della corsia poi si sbuca su via Fago, improponibile in bici al mattino presto, specie con i bambini: bus, camion, colonne di auto, gas di scarico, rumore.
Anche qui, dove si è lavorato durante almeno cinque estati per risanare tutte le condutture dei sotto-servizi, ci sarebbe stato lo spazio per immaginare una ciclabile. Ma si è persa l’occasione. A rischio è anche via Diaz nel tratto salendo oltre le Stifter: nel tratto inferiore c’è la corsia ciclistica, dopo no. Da ricordare c’è anche via Tre Santi, da via Penegal a via Cesare Battisti, con le auto a schivare bici quotidianamente. Se il tratto di via Cesare Battisti dal Poli-Regina a Tre Santi e il tratto di via Mendola da Tre Santi al Poli-Regina, uno a senso unico in su e l’altro a senso unico in giù, consentono a tutti di salire e scendere senza andare contromano, non così il senso unico di via della Zecca verso corso Libertà, aggirato da molti pedalando sotto la galleria Telser. In via Guncina la corsia contromano per i ciclisti c’è, non così in via Montello e in via Col di Lana.
Ottime le ciclabili lungo Talvera e lungo Isarco, ma bisogna pur raggiungerle…
Il nodo irrisolto
Un altro nodo da non sottovalutare è la mancata conclusione della ciclabile da via San Maurizio – via Vittorio Veneto verso corso Libertà, che non raggiunge piazza Gries. C’è vicolo Crocifisso, per aggirare, ma lanciarsi dentro alle 7.30 del mattino con doppia colonna delle auto dei pendolari, bus e ambulanze, richiede una certa dose di self-control. E, diciamocelo, non è una manovra adatta ai bimbi di materne e primarie. Che infatti risolvono pedalando coi genitori sul marciapiedi di fronte alla macelleria Grünberger, dove inizialmente era stata tracciata dal municipio una pedociclabile, però subito eliminata per via dei possibili conflitti fra bici, pedoni e clienti del negozio. Quando poi si arriva al termine di vicolo Crocifisso, ci si infila in via Martin Knoller, che durante l’entrata a scuola sarebbe chiusa al transito motorizzato, ma i nonni vigili sono spesso costretti ad aprire rimuovendo il cartello, per consentire il passaggio a chi sostiene di doversi recare alla clinica Bonvicini.
Se invece da in cima a vicolo Crocifisso si vuole svoltare in piazza Gries, per raggiungere la pista ciclabile verso piazza Mazzini, si finisce nel traffico. Caotico.
Il caso via Segantini
Dopo la segnalazione dei lettori pubblicata dal giornale nei giorni scorsi, interviene Cornelia Brugger (Verdi): «La ciclabile non è affatto inutilizzata. La percorro personalmente ogni giorno, due volte al giorno, insieme a molti altri ciclisti, tra cui numerosi bambini e famiglie diretti a scuola primaria e dell’infanzia. Proprio nelle ore di entrata e uscita scolastica si vede chiaramente quanto questo collegamento sia importante per garantire maggiore sicurezza ai più piccoli lungo un asse particolarmente frequentato». Brugger chiarisce: «L’obiettivo dell’intervento era – ed è – ridurre i rischi per chi si muove in bici, soprattutto per i bambini, offrendo un’alternativa più sicura rispetto alla circolazione nel traffico automobilistico. Da questo punto di vista, la ciclabile svolge pienamente la sua funzione».
Esiste tuttavia un nodo irrisolto, ammette Brugger, «che avevo già evidenziato al momento della richiesta dell’opera: i circa trenta metri di via Pacher che collegano via Fago con via Segantini. Senza la possibilità di percorrerli in contromano anche per le biciclette, il collegamento resta incompleto e meno intuitivo». A suo avviso, «la soluzione può essere semplice e pragmatica: consentire la convivenza tra bici e pedoni sul marciapiede in quel breve tratto». Questa scelta «permetterebbe di evitare interventi strutturali complessi e soprattutto di non eliminare ulteriori parcheggi, aspetto particolarmente delicato nella fase attuale dei lavori del Polo bibliotecario, che già comportano una riduzione significativa dei posti auto nel quartiere». Le politiche della mobilità, conclude l’ex presidente del rione, «funzionano quando si basano sull’esperienza concreta delle persone che vivono quotidianamente lo spazio urbano. La ciclabile di via Segantini è un passo nella giusta direzione: ora serve completarla con buon senso, per renderla pienamente funzionale e ancor più sicura per i bimbi».




