Grido d’allarme: la Riforma Bucci sta smantellando il reparto che mi ha salvato
scrivo questa lettera perché sento il dovere morale di dare voce a chi mi ha salvato la vita ma, per il ruolo che ricopre, fatica a farsi ascoltare dalle istituzioni.
Recentemente sono stato operato d’urgenza al Policlinico San Martino dal Prof. Filippo Marchi. Dopo un intervento di emiglossectomia e una grave revisione post-operatoria , sono vivo solo grazie alla dedizione di un’equipe che lavora in condizioni che definire eroiche è poco.
Ma c’è un fatto che deve scuotere la coscienza di tutti i liguri: è stato lo stesso Prof. Marchi a riferirmi, con amara lucidità, il baratro in cui sta precipitando il suo reparto e l’intera struttura diretta dal prof Peretti
Mi ha spiegato che, a causa della cosiddetta “Riforma Bucci” e delle attuali politiche sanitarie regionali, il personale viene tagliato sistematicamente. Chi va in pensione lascia un vuoto che non viene colmato. Il risultato? I nostri medici migliori, eccellenze formate con i soldi pubblici, sono costretti a scappare all’estero o nel settore privato perché il sistema pubblico ligure li sta soffocando.
La realtà dei medici: In questa fase di transizione (il cosiddetto “anno zero” 2026), c’è un caos gestionale enorme. Il potere decisionale si è allontanato dai singoli reparti come quello di Otorinolaringoiatria. Se il Prof. Marchi ha bisogno di un nuovo chirurgo o di sostituire un infermiere, deve passare attraverso una burocrazia regionale ancora più lenta e distante.
È un paradosso inaccettabile: abbiamo chirurghi di fama mondiale che devono chiedere ai propri pazienti di “sensibilizzare l’opinione pubblica” perché la politica non risponde più alle loro grida d’aiuto.
La Riforma Bucci, con la sua logica di accentramento e tagli mascherati da ottimizzazione, sta smantellando i reparti che funzionano. Se oggi il Prof. Marchi è riuscito a salvarmi chi lo farà domani se non ci sarà più nessuno al suo fianco? Chi opererà i nostri figli se i talenti fuggono in Francia o in Svizzera?
Questa non è una lettera di ringraziamento, è una denuncia: la sanità ligure sta morendo per una scelta politica precisa. Quando un chirurgo di questo livello è costretto a confidare la propria disperazione a un paziente appena operato, significa che il tempo è scaduto.
Chiedo ai cittadini e alla politica: vogliamo davvero che il San Martino diventi un ospedale fantasma e che la ricerca venga bloccata ?




