Grecia, ChatGPT entra a scuola: parte la formazione dei docenti tra le polemiche
La prossima settimana, in venti scuole superiori greche, gli insegnanti si siederanno dall’altro lato della cattedra. Per ore non avranno davanti una classe di adolescenti, ma una versione specializzata di ChatGPT, progettata per le istituzioni scolastiche e introdotta da un nuovo accordo tra il governo di centrodestra di Kyriakos Mitsotakis e OpenAI.
È il primo passo concreto di un esperimento che può cambiare il modo in cui si insegna e si impara nel Paese, e che molti osservatori guardano come un test per l’intera Europa. Per l’esecutivo è «una nuova, grande, entusiasmante opportunità per il Paese». Per una parte di studenti e docenti, invece, è l’inizio di una fase in cui a pensare non saranno più le persone, ma gli algoritmi.
“OpenAI for Greece”
Il 5 settembre scorso, all’Hellenic Expo è stato firmato il memorandum d’intesa “OpenAI for Greece”: da una parte il primo ministro Kyriakos Mitsotakis e i ministri competenti, dall’altra OpenAI, affiancata dalla Fondazione Onassis e da Endeavor Greece. L’obiettivo dichiarato è portare strumenti di intelligenza artificiale (IA) di alta qualità nella scuola secondaria e accelerare l’innovazione nell’ecosistema delle startup greche. Sul fronte educativo, il cuore della partnership è “ChatGPT Edu”, una variante del chatbot pensata per scuole e università che offre accesso ai modelli più recenti, progettata per essere conforme al GDPR, funzionante in un ambiente chiuso senza pubblicità e in grado di consentire la gestione centralizzata degli account per istituto e ruoli diversi per insegnanti e studenti. La Fondazione Onassis coordina l’implementazione insieme al partner locale “The Tipping Point in Education”, mentre OpenAI co-progetta la formazione, assicura supporto tecnico e condivide le “best practice” di utilizzo sicuro in classe.
Parallelamente è nato il “Greek AI Accelerator Program”, un programma di accelerazione dedicato alle startup greche che sviluppano soluzioni basate sull’IA, con accesso a crediti tecnologici, mentoring da parte di ingegneri OpenAI e visibilità internazionale. L’ambizione è fare della Grecia un hub tecnologico capace di trattenere i laureati STEM che oggi troppo spesso emigrano e trasformare il Paese in un attore della cosiddetta “Intelligence Age”.
“AI in Schools”: cosa succede davvero nelle venti scuole pilota
L’accordo si traduce sul terreno nel programma “AI in Schools”, il progetto pilota che comincia proprio con la formazione del personale di 20 scuole distribuite sul territorio, selezionate per rappresentare diversi contesti sociali e geografici. Si tratta in gran parte di licei modello e sperimentali, a cui si aggiungono sei scuole pubbliche Onassis, aperte da poco come vetrina di una scuola pubblica “rafforzata” da partnership private. Il cronoprogramma in più fasi è strutturato come segue: 1) Tra ottobre e novembre 2025: formazione intensiva degli insegnanti per conoscere “ChatGPT Edu”, comprenderne le funzioni e imparare a integrarlo sia nella didattica sia nelle attività amministrative; 2) Da dicembre 2025 a febbraio 2026: prima fase d’uso “controllato” da parte dei docenti, che cominciano a impiegare l’IA per preparare lezioni, materiali di valutazione, esercizi differenziati per livello, oltre che per alleggerire il lavoro burocratico; 3) Da marzo a giugno 2026: avvio della formazione specifica su come far usare “ChatGPT Edu” agli studenti – inizialmente quelli più grandi – per ricerche, progetti, attività creative e studio delle lingue straniere, sempre sotto supervisione degli insegnanti; 4) nell’anno scolastico 2026-27: ingresso a regime, con utilizzo parallelo da parte di docenti e studenti nelle scuole che avranno superato le prime tre fasi con esito ritenuto positivo.
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