Gravi violazioni, pronti richiesta di ricusazione ed esposto all’ordine degli psicologi

“Ho letto con stupore alcuni post sui social in cui la testista condivide gravissimi giudizi sulla cosiddetta famiglia del bosco. Se le cose stanno così, si tratta di una grave violazione deontologica: chi esprime giudizi pubblici, secondo quanto previsto dal regolamento deontologico dell’Ordine degli Psicologi, non può assumere incarichi peritali sul caso stesso”. Sono le dichiarazioni, all’Adnkronos, è lo psicologo e psicoterapeuta Tonino Cantelmi, consulente della famiglia Trevallion riguardo alla perizia tecnica disposta dal tribunale per i minorenni dell’Aquila nel procedimento che riguarda la cosiddetta “famiglia nel bosco”.
“Inoltre – prosegue Cantelmi – la professionista incaricata dei test risulta iscritta all’Albo da poco più di tre anni al momento dell’incarico e non ottempera a quanto previsto dall’articolo 4, comma 4, del D.M. 109/2023, che stabilisce i requisiti di speciale competenza richiesti ai consulenti tecnici per operare in ambito minorile, ossia cinque anni di esperienza professionale documentata o docenza universitaria”. Secondo lo psicologo, “la norma mira a garantire che solo esperti con comprovata esperienza nel trauma infantile valutino il destino dei minori, ed è uno strumento per contestare la legittimità dei periti che ne siano privi”.
Cantelmi solleva poi altri interrogativi: “A questo punto mi chiedo se la dottoressa Ceccoli (incaricata della perizia sui coniugi Trevallion) fosse a conoscenza di questi due macigni che pesano sulla persona che dovrebbe sottoporre a test i tre bambini. Inoltre, già nella prima seduta di test abbiamo avuto molte perplessità”.
“Tutto questo – conclude – sarà dettagliato nelle sedi opportune: stiamo depositando in tribunale una richiesta di ricusazione della testista e presenteremo all’ordine degli psicologi un esposto per le violazioni deontologiche, che verranno ulteriormente circostanziate”.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Garante regionale per l’infanzia della Regione Abruzzo, che – sottolinea Cantelmi – “ha correttamente evidenziato la gravità delle violazioni deontologiche”. Il caso riguarda appunto la perizia disposta nell’ambito del procedimento che ha portato, lo scorso novembre, all’allontanamento dei tre figli della coppia dal casolare nel bosco e al loro trasferimento in una struttura protetta a Vasto.
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