GPS, non paga il Comune Vicenza. Coviello: cornuti e mazziati

Quali erano dunque le comunicazioni sul contratto che lega il Comune di Vicenza e GPS; (Global Parking Solutions), argomento di una conferenza stampa programmata per le 13 a Palazzo Trissino? La questione, che come abbiamo ricordato oggi (leggi qui), era già stata oggetto di una nostra inchiesta nel 2023, secondo quando comunicato è anche peggiore di quanto ci aspettassimo.
A tutto quanto da noi segnalato e ipotizzato, si aggiunge il fatto che GPS, dopo avel lei chiamato in causa il Comune di Vicenza, è in ritardo col pagamento del canone, e non di poco.
Il nostro direttore, che preannuncia un suo intervento per domani “dopo aver letto – ci dice – “cosa scriverà chi finora ha sostanzialmente ignorato gli antefatti dei “Fatti e fattacci” della GPS e di chi li l’ha sostanzialmente coperti, in fase di assegnazione del bando e di sua verifica”, ci anticipa questo suo pensiero: “A Napoli direbbero ‘cornuti e mazziati’: dopo le nostre vane e inascoltate denunce sul caso della GPS, recupero crediti o meno a parte, a rimetterci è il Comune e quindi i cittadini se non altro per quelli che il buon assessore Cristiano Spiller, mandato oggi allo sbaraglio in conferenza stampa insieme a dirigenti e funzionari della mobilità di fatto silenziosi o… silenziati, ha, solo dopo nostre insistenze, trovato il coraggio di definire disservizi”.
Andando per ordine, durante la conferenza stampa il Comune, a proposito del rapporto contrattuale con GPS Global Parking Solution, ha reso noto di aver respinto, il 24 febbraio scorso, tutte le motivazioni che, secondo GPS, erano causa di una situazione di disequilibrio del contratto di gestione della sosta, riconducendo tutti gli avvenimenti rappresentati dalla Società nell’ambito del rischio operativo del concessionario che tipicamente restano in capo allo stesso in un contratto di concessione e non di appalto.
Quanto al discorso economico, GPS ad oggi, trascorse cinque semestralità dall’avvio del contratto, deve ancora corrispondere al Comune di Vicenza più di 5 milioni di euro del canone di quota fissa, che è un’obbligazione che prescinde comunque dalla verifica del disequilibrio. Il Comune ha assegnato a GPS 30 giorni per regolarizzare il pagamento. Nel frattempo GPS ha presentato ricorso al TAR del Veneto chiedendo di sospendere i provvedimenti del Comune; la situazione resta in stallo fino al 16 aprile, quando il Tar si riunirà in Camera di consiglio per discutere, alla presenza dei legali delle parti, sulla fondatezza della richiesta di sospensione. Nel caso in cui la sospensiva fosse rigettata e il canone non fosse stato ancora integralmente corrisposto, il Comune di Vicenza procederà dunque con la risoluzione del contratto e avvierà le procedure per un nuovo affidamento del servizio.
Il Comune di Vicenza si augura che GPS provveda a regolarizzare il pagamento del canone, ma la questione non è così semplice e non si limita alla questione dei soldi, che sono l’anti ciliegina su una torta già indigesta: nel consiglio comunale dell’8 aprile è all’ordine del giorno l’interrogazione sul tema Gestione della sosta e verifiche antimafia relative alla società GPS S.p.A. presentata il 3 marzo scorso dal consigliere Colombara…
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