Gozi: “Ci sono voluti due anni ma neanche Musk è sopra la legge” – Europarlamento
BRUXELLES – “Finalmente la Commissione si è mossa. Ci sono voluti due anni, troppi, di esitazioni e di timori. Ma oggi arriva un messaggio che aspettavamo: l’Europa non è un mercato da colonizzare, è uno spazio democratico che detta le proprie regole e pretende che vengano rispettate”. Lo afferma Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico Europeo, in merito alla multa da 120 milioni inflitta dalla Commissione Europea a X di Elon Musk per aver violato gli obblighi di trasparenza previsti nella legge europea sui servizi digitali (Dsa).
“Le somme contestate a X sono irrilevanti rispetto ai bilanci di Musk – prosegue Gozi – ma non rispetto al principio. Eppure basta una sanzione simbolica perché Vance, Musk & co. gridino alla ‘censura’ con argomenti del tutto assurdi. È il solito copione: trasformare l’applicazione delle nostre leggi in un attacco alla libertà di espressione. Ma qui non c’entra la libertà: c’entrano la trasparenza, la sicurezza degli utenti e il rispetto delle regole europee”. “Se qualcuno pensa di intimidire l’Unione europea minacciando ritorsioni politiche o mediatiche, ha sbagliato continente e ha sbagliato secolo. Il Digital Services Act è la frontiera della nostra sovranità digitale, e chi lo infrange va sanzionato. In Europa la legge non è un optional. Neppure per Elon Musk”, conclude Gozi.
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