Googlebook: evento ufficiale il 15 settembre 2026 a New York
Dopo mesi di leak su ASUS, Lenovo e non solo, Google ha finalmente una data: il 15 settembre 2026 si terrà a New York City un evento in presenza dedicato ai Googlebook, la nuova categoria di laptop basata su Android. Niente streaming per tutti, almeno inizialmente: si tratta di un evento su invito per i media, con keynote, demo hands-on e postazioni dedicate ai dispositivi dei partner.
La notizia arriva da Chrome Unboxed. E per chi segue questa storia da maggio, quando Google annunciò ufficialmente la piattaforma, è una data che vale la pena segnare sul calendario.
Uno degli aspetti più attesi dell’evento è banale quanto fondamentale: scoprire come si chiama davvero il sistema operativo. Fino ad oggi lo abbiamo chiamato Aluminium OS, un nome emerso da leak e riferimenti nel codice, ma Google non ha mai confermato nulla ufficialmente. Il 15 settembre dovrebbe cambiare le cose, con il branding ufficiale finalmente svelato.
Sul fronte hardware, l’evento includerà una presentazione completa dei dispositivi dei partner di lancio: Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo. I giornalisti presenti potranno non solo vederli, ma anche fotografarli, filmarli e fare benchmark. Considerando quanto poco Google abbia comunicato ufficialmente fino ad ora, è un cambiamento di passo significativo. Sappiamo che i Googlebook punteranno su materiali premium, form factor diversi e un elemento estetico condiviso chiamato Glowbar, già avvistato nei render trapelati di Lenovo e ASUS, insieme a controlli hardware pensati attorno a Gemini.
Il lancio commerciale dei primi dispositivi è atteso per l’autunno 2026, quindi l’evento di settembre servirà a costruire il terreno prima dell’arrivo sugli scaffali. Resta da capire se e quando questi laptop arriveranno in Italia, e soprattutto a che prezzo: la parola “premium” usata da Google non promette nulla di economico.
La vera domanda è se un laptop Android riuscirà a convincere chi oggi usa un Chromebook o un Windows, e l’evento del 15 settembre sarà il primo vero banco di prova per capire se Google ha qualcosa di concreto da mostrare o solo un’idea ben confezionata.
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