Gloria al gatto, sovrano del divano e… terrore dei passeri!

Il 17 febbraio non è una data come un’altra, ma è la giornata in cui i social verranno inondati di video di gattini e i proprietari compreranno regali costosi che verranno ovviamente ignorati dal destinatario, in favore della scatola di cartone che li conteneva. Ricorre proprio in questa data, infatti, su proposta della giornalista gattofila Claudia Angeletti, la Giornata nazionale del gatto la cui data è stata scelta per ragioni che intrecciano zodiaco, scaramanzia e magia.
Il simbolismo della ricorrenza
Febbraio, mese dell’Acquario, rappresenta il segno degli spiriti liberi e anticonformisti, esattamente come il felino che ci ignora finché non sente il rumore della scatola di tonno. Ma è anche visto come un mese di transizione, spesso associato al soprannaturale e, nell’immaginario popolare, alle streghe – famoso è il gatto nero Salem della serie Sabrina, vita da strega. Il numero 17 invece, da sempre simbolo di sfortuna, come un tempo fu anche il gatto, pare sia stato scelto per suggerire la connotazione positiva di “una vita per sette volte”.
Il paradosso del gatto: cura e minaccia della biodiversità
La scienza conferma che accarezzare l’amico Garfield abbassa la pressione sanguigna e riduce i livelli di cortisolo. È la cosiddetta pet therapy domestica: lui riceve vitto e alloggio di lusso, noi riceviamo una dose di fusa che vibrano alla frequenza del benessere: insomma con ritmi di vita sempre più frenetici, il nostro morbido amico è diventato l’antidoto “purrfetto”… pardon perfetto, allo stress digitale.
Tuttavia il gatto rappresenta un paradosso vivente, non solo nel celebre esperimento quantistico del fisico Schrödinger!
Se da un lato, rappresenta uno degli animali d’affezione più amati, capace di creare legami empatici profondi, dall’altro è classificato dagli ecologi come una delle specie più impattanti per gli equilibri naturali.
Ammettiamolo con onestà intellettuale: la tenera Minù ci ama, ma se fossimo un anello più in basso della sua catena alimentare, ci avrebbe già staccato la testa. Sotto quella morbida pelliccia batte il cuore di un predatore che non ha mai dimenticato le sue origini. Quando il “sovrano del divano” decide di avventurarsi oltre la soglia di casa, il suo impatto sulla biodiversità diventa devastante. Nonostante le ciotole piene, l’istinto predatorio resta intatto: il gatto , infatti, non caccia per fame, ma per stimolo neurologico e vederlo tornare con una “sorpresina” sullo zerbino non è un regalo, ma un segnale d’allarme ecologico. L’amico Silvestro ha colonizzato i nostri cuori e le nostre case, ma rappresenta una sfida monumentale per la conservazione della natura la cui tutela passa inevitabilmente per una gestione più responsabile dei nostri felidi. Il problema non è quindi il singolo individuo, ma la pressione ambientale generata da milioni di piccoli predatori introdotti in ecosistemi fragili. In Italia, nonostante le numerose campagne di sterilizzazione e all’immenso lavoro delle Associazioni sul territorio, la popolazione felina è in costante crescita, e con essa la pressione predatoria su specie già minacciate dal cambiamento climatico.
Gatti felici e dove trovarli
Questo non significa che dobbiamo smettere di amarli, ma che dobbiamo imparare a gestire la loro “sovranità”, creando le condizioni affinché il loro “regno” sia ricco di stimoli sensoriali.
Oggi esistono diverse opzioni per rendere l’ambiente domestico idoneo a stuzzicare l’istinto di Birba: mensole, percorsi verticali e giochi interattivi permettono di sfogare l’energia senza decimare la popolazione di pettirossi del quartiere.
Da gattofila veterana, se da una parte vedere il gatto muoversi in libertà nel proprio ambiente apre il cuore, dall’altra il pensiero di essere in qualche modo complice nel permettere un danno alla fauna selvatica, mi affligge. Essere un proprietario consapevole, oggi, significa accettare una verità scomoda che porta il nome di confinamento responsabile. Non si tratta di prigionia, ma di protezione reciproca. Per essere felice e sfogare i propri istinti, Romeo non “deve” necessariamente uscire: in alcuni casi è l’ambiente esterno a essere pericoloso per lui (auto, veleni, altri predatori), altre volte è proprio lui a essere una minaccia per l’ambiente. Insomma, quando esce di casa il gatto domestico si comporta come una specie aliena invasiva.
Ma se proprio la nostra Cleo non può fare a meno di esplorare gli spazi esterni, evitiamo che le sue uscite avvengano nelle ore dell’alba e del tramonto, momenti in cui gli uccelli sono più vulnerabili. Su siti di Organizzazioni come LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) si possono approfondire le normative sulla gestione dei gatti liberi, oppure scoprire come rendere il giardino “a prova di uccellino” senza frustrare il nostro Matisse.
Onore e gloria al “sovrano”
La biodiversità è un mosaico delicato e il gatto, sebbene animale splendido, è una tessera che va inserita con estrema cautela. Festeggiare le sette vite del gatto significa anche rispettare l’unica vita che hanno a disposizione le creature selvatiche che popolano i giardini. Oggi dunque celebriamo il nostro predatore domestico con responsabilità: un vero amore non costa la vita a un passerotto, parola di gattofila.
Buona festa a tutti i piccoli predatori da salotto!
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