Lazio

Glock interrata in un vaso, un arresto

Tutto ha inizio quando un giovane vigilante romano, al risveglio dopo una serata nel suo appartamento, si accorge che dalla sua fondina manca l’arma d’ordinanza: una potente Glock calibro 9×21.

Sparite con la pistola anche le due ventunenni con cui aveva trascorso le ore precedenti. La vittima, intuendo il pericolo, corre a sporgere denuncia, consegnando ai militari un dettaglio decisivo: alcune registrazioni telefoniche.

La voce nel telefono e il “detenuto” ai domiciliari

Ascoltando quegli audio, i Carabinieri riconoscono una voce nota. È quella di un 20enne romano che, nonostante fosse già agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, fungeva da mediatore “ombra”, lasciando intendere di poter restituire la pistola.

I sospetti portano i militari dritti in via Cipriano Facchinetti, in zona Casal Bruciato, nell’abitazione del giovane.

Il ritrovamento: l’arma nascosta tra la terra

Durante la perquisizione d’urgenza, l’arma è spuntata fuori in un luogo insolito: era stata chiusa in una busta di cellophane e interrata in un vaso sul balcone.

All’appello, però, mancava qualcosa: dei nove proiettili originariamente denunciati, ne sono stati ritrovati solo cinque all’interno del caricatore.

L’operazione ha riservato un’altra sorpresa: nella camera del fratello convivente, un 21enne, i Carabinieri hanno rinvenuto 11 grammi di hashish, bilancini di precisione e materiale per lo spaccio, aggravando ulteriormente la posizione della famiglia.

Manette, denunce e guai per il vigilante

L’esito dell’indagine ha attivato una complessa macchina giudiziaria:

Il 20enne (detenuto ai domiciliari): È stato trasferito nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di ricettazione aggravata e detenzione illegale di arma.

Il fratello 21enne: Arrestato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio in attesa del rito direttissimo.

Le due donne: Rintracciate nei pressi del palazzo perquisito, sono state denunciate a piede libero per furto aggravato.

La Guardia Giurata: La sua posizione è ora al vaglio delle autorità amministrative; rischia sanzioni o la revoca del porto d’armi per la negligente custodia dell’arma.

L’intera refurtiva e la droga sono state poste sotto sequestro, chiudendo il cerchio su un furto che avrebbe potuto alimentare pericolosi circuiti criminali della Capitale.

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