Cultura

Gli Ultravox di Midge Ure: 1980 – 1984 l’età dell’oro

Esistono due Ultravox quelli di Jhon Foxx, che li aveva guidati per tre album fino al 1979, e quelli dal 1980 in poi che vedranno il subentro di Midge Ure che trasformerà completamente la band.

Il primo periodo era stato contrassegnato dalla figura di Foxx che aveva dato vita a un sound che, riprendendo il Krautrock, era sperimentale e innovativo lasciando poco spazio a scelte melodice precise ma piuttosto ponevano al centro una elettronica algida, caratterizzata dalla voce di Foxx che volontariamente congelava l’aspetto emotivo dei brani.

Tre album che avevano trovato l’approvazione della critica ma che avevano avuto un successo talmente minimo che la band finì per trovarsi senza contratto, cosa che accentuò le divergenze creative tra Foxx e Billy Currie in maniera talmente divergente che spinse il primo verso una carriera solista e il secondo a cercare qualcun altro con cui condividere il progetto Ultravox.

Foxx continuerà con il suo progetto di elettronica sperimentale che lo vedrà uscire nel 1980 con il suo ottimo album di esordio “Metamatic” dove metterà in mostra un discorso elettronico personale che all’epoca era fortemente innovativo, in verità aveva anche momenti che avrebbero potuto trasformarlo in un successo mainstream come “Underpass” o “No One Driving”.

La storia però ci dice che in realtà non fu un grande successo di pubblico e, mentre l’elettronica diventava fenomeno di massa anche con interpreti particolari come Gary Numan o Thomas Dolby (per citare due artisti in qualche modo vicini alle sue idee), John Foxx resterà un fenomeno solo per pochi estimatori.

Gli Ultravox senza più il loro frontman prenderanno Midge Ure che non era proprio uno sconosciuto, nel 1976 con i Slik (una specie di proto boy band ) aveva raggiunto il primo posto nella classifica UK con il brano “Forever And Ever” e successivamente con i Visage (anche se dietro le quinte) raggiunse anche il successo internazionale.

Proprio con il progetto Visage, di cui faceva parte anche Billy Currie, che Billy pensò di rivitalizzare gli Ultravox con l’ingresso di Ure e la scelta sarà ottima, la nuova band raggiungerà un successo internazionale senza precedenti mantenendo alta la qualità ma offrendo brani da una struttura classica e melodicamente più accattivanti anche grazie all’ottima voce di Ure, gli Ultravox così si trasformarono in qualcosa di assolutamente diverso.

Proprio durante questo anno è stata ripubblicata in una nuova versione rimasterizzata la loro raccolta del 1984 ribattezzata per l’occasione “Collection  2025” nella quale ritroviamo i loro successi, a seguire troverete due brani per ogni album, uno contenuto nella raccolta e un altro che non uscì come singolo ma che secondo me lo meritava.

“Vienna” dall’album “Vienna” – 1980

“Vienna” è il singolo che li renderà famosi e darà il via alle vendite e al successo dell’album, in realtà esce come terzo estratto perché a lui erano stati preferiti “Sleepwalk” e “Passing Strangers”. Musicalmente il tappeto elettronico lascia spazio a un senso epico e cinematografico, un’ atmosfera che li farà iscrivere tra le band New Romantic, genere in voga in quel periodo.

“New Europeans” dall’album “Vienna” – 1980

Un brano che rende bene la trasformazione degli Ultravox rispetto al passato, elettronica viene accompagnata da una chitarra continuamente torturata e il brano ha vibrazioni epiche anche grazie alla voce anni 70 di Midge Ure. Il futuro degli Ultravox nasce da questo momento.

“The Voice” dall’ album “Rage in Eden” – 1981

“The Voice” esce come secondo singolo (preceduto da ” The Thin Wall “) ed è un brano dal grande impatto emotivo ed evocativo sia nel testo con toni orwelliani sia nella musica che evidenzia un’ attitudine quasi synth prog della band ( se mi concedete questo azzardo).

“We Stand Alone” dall’ album “Rage in Eden” – 1981

Resta un mistero come mai “We Stand Alone” non fu scelto come singolo, la melodia e la base musicale sono brillanti e mettono in risalto il muro sonoro della band, per certi versi un brano ispiratore per i primi Duran Duran che si muoveranno in questo territorio.

“Hymn” dall’ album ” Quartet ” – 1982

Con “Hymn” gli Ultravox mantengono i caratteri distintivi della loro musica, toni epici e carichi di suoni su un tessuto elettronico che a tratti richiama alcuni passaggi di “Enola Gay” degli OMD, scaleranno ancora una volta le classifiche con merito.

“When the Scream Subsides” dall’ album ” Quartet ” – 1982

Brano che denota una certa libertà espressiva con una base musicale quasi sperimentale pur mantenendo linee melodiche sempre attraenti, tra synth e chitarre ecletticamente elettriche.

“Dancing With Tears In My Eyes” dall’ album ” Lament” – 1984

Gli anni 80 vengono spesso vengono raffigurati come un periodo idilliaco, in realtà era presente anche una costante preoccupazione per una imminente guerra nucleare che si era insinuata nell’immaginario collettivo e che veniva amplificata dai mass media diventando spesso oggetto di film o come in questo caso di videoclip. Gli Ultravox rendono bene questa atmosfera in un brano che sarà un grande successo commerciale.

“Man of Two World” dall’ album ” Lament” – 1984

Uno dei brano più belli dell’album ( e forse di tutta la loro produzione) stranamente ignorato come singolo, interpretato insieme a Mae McKenna che canta in gaelico, è un brano affascinante con agganci melodici molto belli e non banali, peccato poteva diventare un grande successo.


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