Gli occhiali del futuro senza IA: mettono a fuoco da soli in 0,2s
Il CES 2026 mette ancora una volta gli occhiali al centro della scena, ma non nel senso più prevedibile. Accanto ai visori immersivi e ai modelli pensati per scattare foto, emerge una proposta per risolvere un problema quotidiano e molto concreto, o almeno ci prova sulla carta.
La startup finlandese Ixi mostra un prototipo che vuole affrontare le esigenze di chi alterna lenti diverse per vedere bene a distanze differenti.
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Il percorso che ha portato alla nascita di Ixi
Niko Eiden, cofondatore di Ixi.
Il progetto di Ixi nasce dall’esperienza del cofondatore Niko Eiden, che racconta come il settore tecnologico non abbia mai affrontato in modo diretto i problemi legati alle lenti bifocali. Secondo Eiden, le grandi aziende considerano gli occhiali un punto di accesso per assistenti digitali e fotocamere da condividere sui social, non strumenti per correggere la vista.
Il lavoro svolto da Eiden in Nokia per oltre quattordici anni, in ambiti legati all’imaging e alla realtà aumentata, ha contribuito allo sviluppo delle tecnologie poi utilizzate nei Microsoft HoloLens.
Questo percorso prosegue con la cofondazione di Varjo, specializzata in visori professionali, un contesto che aiuta a comprendere l’approccio tecnico scelto per Ixi.
L’azienda presenta gli occhiali come una possibile alternativa alle lenti progressive, cercando una soluzione che mantenga un aspetto vicino a quello di una montatura tradizionale.
Come funziona la messa a fuoco automatica

Gli occhiali proposti da Ixi non includono fotocamere, funzioni basate su intelligenza artificiale o componenti dedicati alla realtà virtuale. L’idea si concentra interamente sulla gestione della messa a fuoco.
Il sistema utilizza piccoli LED a infrarossi integrati nella montatura per proiettare una luce invisibile verso gli occhi. Sensori dedicati analizzano la luce riflessa per rilevare i micro-movimenti oculari e valutare la convergenza dello sguardo, parametro utile per determinare se si sta osservando un oggetto vicino o lontano.
Quando il sistema percepisce un cambio di distanza, invia impulsi elettrici alle lenti a cristalli liquidi, che modificano la propria potenza ottica.
Il passaggio tra visione da lontano e ravvicinata avviene in circa 0,2 secondi, così da mantenere un’immagine nitida senza spostare la testa o cambiare occhiali.
Eiden sottolinea che l’intento è applicare agli occhiali un processo simile a quello che ha portato le fotocamere dalla messa a fuoco fissa a quella automatica.
Tempi e sfide da affrontare

La società non indica ancora una data di lancio. Restano infatti problemi tecnici legati all’uso prolungato durante l’intera giornata, un aspetto essenziale per un dispositivo pensato per sostituire lenti bifocali o progressive.
Ixi considera però il progetto già in una fase abbastanza avanzata da mostrarsi fiduciosa, pur riconoscendo che l’ostacolo principale riguarda la trasformazione della tecnologia in un prodotto certificato e pronto all’uso quotidiano.
Il percorso richiederà verifiche e tempi ancora da definire, ma l’azienda vede margini concreti per portare la propria soluzione sul mercato.
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