gli auguri di Marsilio e il ricordo delle vittime alla vigilia dell’anniversario

Era domenica anche il 5 aprile 2009, l’ultimo giorno di vita “normale” prima che il terremoto travolgesse L’Aquila e l’intero Abruzzo, causando 309 morti, la distruzione del capoluogo di regione, danni e dolore.
Così, alla vigilia del 17esimo anniversario del sisma, che cade nel giorno di Pasqua, il presidente della Regione Marco Marsilio ha voluto ricordare quanto accaduto, pubblicando uno scatto della montagna.
“Davanti alla maestosità del Gran Sasso – scrive – da un luogo simbolo per tutti gli aquilani, soprattutto oggi, 5 aprile, ultimo giorno di vita ‘normale’ prima del sisma del 2009, il silenzio e la bellezza diventano un invito alla pace. In questo giorno così carico di memoria, vorrei che ritrovassimo tutti il senso più profondo dell’unità: essere comunità, custodire ciò che siamo e guardare insieme al futuro. Auguri Abruzzo”.
Intanto, L’Aquila si prepara a celebrare l’anniversario di uno dei suoi giorni più bui. Il sindaco Pierluigi Biondi ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 6 aprile.
Nella serata di domenica 5 aprile, si apriranno le celebrazioni per il 17esimo anniversario del sisma, che si chiuderanno lunedì 6 aprile: fitto il programma in ricordo delle 309 vittime tra raccoglimento, momenti istituzionali e musica.
Il 6 aprile 2009, anche la provincia di Chieti pagò un prezzo altissimo: fra le vittime del sisma, infatti, ci furono anche diversi giovani del Chietino.
Davide Centofanti, 19 anni, di Vasto, fu una delle vittime della Casa dello Studente. E ancora, fra gli universitari morti all’Aquila, si contarono Ivana Lannutti, 23 anni, di Atessa; Maurizio Natale, 21, di Monteodorisio; Ilaria Rambaldi, 25, di Lanciano; Giustino Romano, 24, di Torrevecchia Teatina; Michele Strazzella, 27, di Chieti; Martina Salcuni, 21, di Lanciano.
Da Chieti arrivava anche Vinicio D’Andrea, 82 anni, morto insieme alla moglie Angela Belfatto, 89, originaria di Casoli: dopo aver girato l’Italia per il lavoro di lui, si erano stabiliti all’Aquila.
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