Liguria

Giustizia riparativa, il Comune apre a un centro ad hoc a Genova


Genova. Il Comune di Genova ha dato disponibilità ad accogliere un centro di giustizia riparativa sul territorio.

L’annuncio arriva dall’assessora al Welfare e ai Servizi sociali Cristina Lodi, che il 22 luglio ha partecipato al primo degli incontri che il ministero della Giustizia ha organizzato con gli enti locali sul tema.

Ipotesi centro di giustizia riparativa a Genova

“Rappresenta un passo importante verso un percorso nuovo che rappresenta una grande sfida per tutti, a partire dalle istituzioni – ha detto Lodi – Un percorso che prevede sia alle vittime che all’autore del reato, di partecipare liberamente, in modo consensuale, attivo e volontario alla risoluzione delle questioni derivanti dal reato stesso, grazie all’aiuto di un mediatore. Una strada che, se intrapresa nella maniera corretta, può svolgere una preziosa attività di mediazione e di rieducazione”.

I programmi di giustizia riparativa vengono svolti appunto in appositi centri, e per ciascun distretto di Corte di appello deve essere istituita la Conferenza locale per la giustizia riparativa: «Nei prossimi mesi, durante gli incontri programmati dal ministero, avremo modo di approfondire e di arrivare all’eventuale firma del protocollo d’intesa», ha concluso l’assessora Lodi.

In cosa consistono i programmi

Ai percorsi possono partecipare le vittime del reato, la persona indicata come autrice dell’offesa e altri soggetti della comunità e anche familiari, persone di supporto, enti e associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato, rappresentanti o delegati di Stato, Regioni, enti locali o di altri enti pubblici, autorità di pubblica sicurezza,  e servizi sociali.

L’ attuazione del sistema a garanzia della giustizia riparativa nel contesto italiano vede un organo di regia nazionale che è rappresentato dalla Conferenza Nazionale che provvede al coordinamento nazionale per i servizi della giustizia riparativa, esercitando le funzioni di programmazione delle risorse e la proposta dei livelli essenziali di prestazione e monitoraggio dei servizi erogati.

 




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