Calabria

Giustizia, presidente Tar Calabria: giudice fuori dall’agone politico. Impegno su sanità e antimafia

«Il giudice deve lavorare nel silenzio, senza partecipare all’agone politico, dimostrando anche nei fatti la sua indipendenza e terzietà, e mantenendo dunque un profilo consono a questi sommi principi. Perchè sobrietà e autorevolezza non sono in antitesi, tutt’altro». Lo ha detto il presidente del Tar Calabria, Gerardo Mastrandrea, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

«Il giudice – ha proseguito Mastrandrea – non è estraneo allo sviluppo economico-sociale del contesto dove opera e dunque deve dare il suo contributo in termini di efficienza e capacità di stare al passo dei tempi, senza rallentare i processi economici e sociali di sviluppo, nel rispetto comunque dei principi fondanti della Costituzione. Il servizio giustizia, se efficiente, può misurarsi in termini di crescita e di Pil, e questo non siamo certo i primi ad affermarlo. In tal senso – ha concluso il presidente del Tar Calabria – può di certo incidere un quadro legislativo più chiaro ed esemplificato, auspicato da tutti anche in materie tecniche attuali e complesse di derivazione europea, come l’ambiente, la gestione circolare dei rifiuti, le energie rinnovabili, lo sviluppo sostenibile».

Sanità e antimafia settori impegnativi

«Anche se numericamente il contenzioso in materia sanitaria è diminuito resta qualitativamente molto rilevante. Ci impegna molto anche il settore delle interdittive antimafia, che purtroppo caratterizza la realtà regionale». Lo ha affermato il presidente del Tar Calabra, Gerardo Mastrandrea, parlando con i giornalisti in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Quello delle interdittive antimafia – ha aggiunto Mastrandrea – «è un ambito particolarmente delicato, che stiamo affrontando nei tempi dovuti, tenendo conto anche degli orientamenti giurisprudenziali più recenti. Oggi si valuta con attenzione anche l’aspetto del lavoro e della continuità aziendale: la tutela della pubblica sicurezza e della legalità deve essere sempre garantita, ma occorre, nei limiti del possibile, evitare interruzioni dell’attività d’impresa che avrebbero conseguenze economiche e occupazionali. E’ certamente – ha concluso il presidente del Tar Calabria – uno dei settori più delicati che continuiamo ad affrontare in Calabria».


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