Giunta Parcaroli, ipotesi mini rimpasto a Macerata. fuori Piccioni, dentro Pantana. Verso un’intesa in extremis
MACERATA Se la notte appena trascorsa ha portato o meno consiglio e se gli accordi circolati in extremis ieri sera verranno rispettati lo vedremo oggi pomeriggio quando l’assise cittadina sarà chiamata al voto per l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Per tutta la giornata di ieri, l’ultima collegiale era in programma nella tarda serata, si sono succedute riunioni di partito e di coalizione nel centrodestra. Tra tensioni, schermaglie e impuntature alla fine, con fatica, una quadra sembrerebbe essere stata trovata.

Gli incontri
Intanto si dovrebbe procedere a un mini rimpasto di giunta. Con la Lega pronta a rinunciare all’assessore Oriana Piccioni al cui posto entrerà Deborah Pantana di Noi Moderati, con la garanzia che il consigliere Claudio Carbonari, che entra in assise al suo posto, voterà la fiducia al sindaco e per il presidente del Consiglio Francesco Luciani. All’altro partito moderato in prima battuta escluso dalla composizione dell’esecutivo, ovvero l’Udc, è stata proposta la presidenza della società partecipata Apm, alla cui presidenza tra un anno (scadenza naturale) potrebbe andare Marco Caldarelli. Resterebbe il nodo Forza Italia per il quale si è trattato fino all’ultimo secondo, ieri sera. Tra le ipotesi avanzate quella di sostituire l’assessore Barbara Antolini con Laura Laviano, con ingresso in consiglio al suo posto di Alberto Binanti. Una decisione non facile per gli azzurri tanto che fino a tarda sera non si è avuta certezza di un via libera in tal senso. Il rischio però, lasciando tutto com’è in casa azzurra, è che Laviano e l’ex assessore Silvano Iommi vadano ad ogni votazioni in ordine sparso.
Le trattative
Le trattative sono andate avanti freneticamente fino a notte fonda, le caselle nel frattempo potrebbero cambiare e soltanto oggi pomeriggio, alla prova del nove in Consiglio, si avrà certezza granitica dell’accordo raggiunto. Fino a quel momento fiato sospeso. Il voto in aula sulla presidenza a Francesco Luciani dei “Maceratesi per Parcaroli”, che dovrà totalizzare almeno 17 voti sancirà la chiusura del passo falso con cui si è aperta la consiliatura e l’avvio della seconda fase. La maggioranza come detto, parte da una base di 21 voti, i 20 consiglieri eletti più il sindaco Sandro Parcaroli. La consigliera Laura Laviano, assente la scorsa volta, mancherà all’appello anche oggi per motivi di salute. L’ex assessore Iommi invece, che lunedì non era in aula, oggi dovrebbe essere della partita. Come voterà nel segreto dell’urna non è però dato sapere. Resta da capire anche se i vari malpancisti sparsi nei partiti avranno risolto i loro dubbi o se scaricheranno ancora tensioni e malcontento nel segreto dell’urna oggi pomeriggio. Rientrando la crisi che si è aperta all’indomani della formazione della giunta con Noi Moderati e Udc, anche dovessero mancare un paio di voti, la maggioranza dovrebbe riuscire a chiudere la partita e voltare pagina. Il condizionale è d’obbligo visto che il centrodestra maceratese ha riservato più di una sorpresa nelle ultime settimane. Di sicuro nel corso delle trattative di ieri la Lega con il segretario provinciale Mauro Lucentini, ha blindato gli assessori Andrea Marchiori e Giuseppe Romano, ritenuti insostituibili. Come pure non ha toccato la squadra nell’esecutivo Fratelli d’Italia. L’unica concessione sarebbe stata appunto quella relativa alle quote rosa, bisognerà ora concretizzarla con il mini rimpasto lampo. Il nodo attorno a cui si ragionava anche ieri, nelle stanze politiche, è che se pure oggi si trovassero i 17 voti che servono per l’elezione del presidente bisogna evitare che il problema dei numeri resti comunque in piedi per tutta la consiliatura. Il sindaco Sandro Parcaroli anche ieri ha chiesto ai partiti una soluzione stabile, altrimenti si dimette. Dall’annuncio delle sue dimissioni ci sarebbero comunque 20 giorni di tempo prima che le stesse diventino irrevocabili. Altro elemento: tutta questa tensione sulla formazione della giunta negli anni passati non c’era forse anche perché le indennità degli assessori sono oggi pressoché raddoppiate. Ora il sindaco viaggia a oltre 9mila euro lordi al mese, gli assessori e il presidente del Consiglio a più di 5mila.




