giudice accetta patteggiamento di Boraso
Inchiesta per corruzione al Comune di Venezia: giudice accetta patteggiamento dell’ex assessore Boraso, attualmente agli arresti domiciliari.
A distanza di oltre un anno dall’arresto, si chiude il primo capitolo dell’inchiesta “Palude”, che ha scosso il Comune di Venezia e portato alla luce un sistema di corruzione e turbativa d’asta legato agli appalti pubblici.
L’ex assessore alla Mobilità della giunta Brugnaro, Renato Boraso, ha definito la propria posizione davanti lla corte giudicante con un patteggiamento.
La giudice per l’udienza preliminare Carlotta Franceschetti ha accolto l’accordo raggiunto tra accusa e difesa: tre anni e dieci mesi di reclusione e un versamento di 308 mila euro.
Il procedimento ha richiesto cinque interrogatori e tre udienze prima di giungere a una decisione definitiva. La sentenza è arrivata a 420 giorni dall’arresto di Boraso, avvenuto il 16 luglio 2024, e dopo tre mesi e mezzo di detenzione in carcere seguiti da un periodo agli arresti domiciliari. L’ex assessore – attualmente ancora agli arresti domiciliari – era accusato di dodici episodi di corruzione e turbativa d’asta, con un ruolo centrale nell’organizzazione di gare pilotate per favorire imprese considerate vicine.
Nel medesimo filone hanno patteggiato anche due imprenditori coinvolti: Fabrizio Ormenese, condannato a due anni e nove mesi con confisca di 27 mila euro, e Daniele Brichese, che ha ricevuto la stessa pena di Boraso con l’aggiunta di una confisca da 7 mila euro. La cifra stabilita per Boraso è stata ridotta rispetto ai 400 mila euro inizialmente richiesti, in considerazione delle somme già sequestrate nel corso delle indagini e di un ricalcolo che ha tenuto conto delle imposte versate.
Secondo l’accusa, Boraso avrebbe esercitato pressioni sugli uffici comunali e orientato bandi pubblici per favorire Ormenese e Brichese. In cambio, avrebbe ricevuto denaro e altre utilità. La procura, rappresentata dai pm Federica Baccaglini e Roberto Terzo, ritiene che il sistema corruttivo non si esaurisse a questo ma si estendesse a più livelli dell’amministrazione veneziana.
Va precisato che il patteggiamento non determina automaticamente la liberazione dell’ex assessore, che resta ai domiciliari. Inoltre, Boraso è ancora imputato nel troncone principale dell’inchiesta Palude, che riguarda la compravendita dei terreni dei Pili e di palazzo Papadopoli. In questo procedimento, la procura ipotizza che abbia percepito una tangente di 73 mila euro.
Per quel filone gli inquirenti hanno chiesto il rinvio a giudizio del sindaco Luigi Brugnaro, del direttore generale del Comune Morris Ceron e di altri trentaquattro tra imprenditori e manager di società partecipate. L’udienza preliminare è fissata per l’11 dicembre e si preannuncia come il passaggio centrale dell’intera vicenda giudiziaria.
Con il patteggiamento di Boraso e degli imprenditori coinvolti, la magistratura veneziana chiude così la prima parte dell’indagine, ma l’attenzione resta puntata sul processo che coinvolge il sindaco e i vertici dell’amministrazione.
Source link




