Lazio

Giselle, tra memoria e invenzione, all’ICBSA

C’è un motivo se Giselle non smette di tornare sulle scene. Non è solo uno dei grandi titoli del balletto romantico: è un’opera che continua a interrogare il nostro modo di conservare, trasmettere e reinventare il patrimonio coreutico. È proprio questa tensione tra fedeltà e trasformazione che rende Giselle ancora oggi un oggetto vivo di ricerca.

Su questo terreno si colloca l’incontro in programma venerdì 20 marzo 2026 alle ore 15.00 presso l’Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, nell’ambito del ciclo ENTRECHAT: libri&danza, a cura di AIRDanza. Non una semplice presentazione editoriale, ma un momento di confronto in cui il libro diventa pretesto per riflettere su questioni più ampie, che riguardano la memoria della danza e le sue forme di trasmissione.

Al centro dell’appuntamento il volume Giselle nostra contemporanea. Conservazione, ricostruzioni e riletture, curato da Roberta Albano e Maria Venuso (Piretti Editore, 2025), che affronta il balletto come un vero e proprio laboratorio teorico. Il libro mette a fuoco i diversi modi in cui Giselle è stata tramandata: dalla ricostruzione filologica delle versioni storiche alle reinterpretazioni che ne riscrivono linguaggi e significati. Non esiste una sola Giselle, ma una costellazione di versioni che riflettono epoche, estetiche e visioni del corpo differenti.

Il volume insiste su un punto decisivo: il repertorio non è mai un archivio immobile, ma un campo di negoziazione continua . Riprendere un classico significa ogni volta scegliere cosa conservare e cosa trasformare. La tradizione, in questo senso, non è conservazione passiva ma pratica attiva di interpretazione.

A discutere questi temi saranno le curatrici Roberta Albano e Maria Venuso, in dialogo con Donatella Gavrilovich, studiosa di teatro e tecnologie digitali, mentre la moderazione è affidata a Madison U. Sowell, tra i maggiori esperti di danza teatrale pre-novecentesca . L’incontro si preannuncia come uno spazio di attraversamento tra discipline — storia, teoria, archivio, scena — capace di restituire la complessità del fenomeno coreutico.

Non è un caso che un’iniziativa di questo tipo trovi spazio all’ICBSA. La riflessione sulla danza, infatti, tocca direttamente i temi della conservazione, della documentazione e della trasmissione del patrimonio immateriale. La danza, più di altre arti, mette alla prova l’idea stessa di archivio, perché vive nel corpo e nel tempo, e solo in parte può essere fissata.

Il ciclo ENTRECHAT: libri&danza si inserisce proprio in questa prospettiva: creare occasioni di incontro tra ricerca accademica e pubblico, tra libri e pratiche vive, tra studio e ascolto. E, in questo senso, l’appuntamento del 20 marzo rappresenta molto più di una presentazione: è un invito a ripensare cosa significhi davvero “conservare” un’opera coreografica oggi.

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