Giovi-Ponte alla Chiassa capitale del turismo lento

Il consigliere comunale Michele Menchetti ha incontrato i cittadini nell’appuntamento svoltosi mercoledì 18 febbraio al Cas di Giovi. Il consigliere, e candidato sindaco, ha ascoltato i presidenti delle associazioni locali e un gruppo di cittadini votati al bene collettivo. “Candidatosi a sindaco di Arezzo – spiega un anota – Menchetti sta attraversando il Comune per raccogliere le necessità e le idee della popolazione. A Giovi, ne ha accolto soprattutto le frustrazioni causate da una amministrazione comunale definita da troppo tempo assente”.
“I cittadini sono preoccupati – dice Menchetti – e non solo quelli di Giovi, ma anche di Ponte alla Chiassa (l’area è divisa in due dalla ferrovia del Casentino) e delle località limitrofe. Piccoli centri in gran parte affetti dallo stesso male, quella metamorfosi dovuta sia alla naturale transizione demografica, sia all’abbandono da parte delle generazioni meno adulte. Dalla riunione a Giovi, è emerso che i cittadini hanno ben chiara la lista delle cose da fare. Temono il rischio chiusura della scuola primaria, definita ‘un’eccellenza’, e soffrono la mancanza di attività commerciali. Nella bella piazza centrale, con il campanile che svetta sulla chiesa-castello, non c’è più il via vai dei tempi belli, e quello che resta è presente a Ponte alla Chiassa lungo la Statale Casentinese. Se la ferrovia isola il paese, a dare un aspetto di decadenza sono gli edifici abbandonati, ex complessi industriali ormai lasciati a se stessi. Un elenco? La cartiera (a quanto pare in vendita per un euro), l’ex circoscrizione, l’ex Croce Rossa, l’oleificio, la casa cantoniera, l’ex bowling e alcune fabbriche. In un paese con tanti residenti in pensione, si guarda alle necessità più immediate come i marciapiedi per viaggiare sicuri verso Ponte alla Chiassa. E i più piccoli? Sarebbero necessari giochi nuovi ad abbellire il parchetto. Cosa fare dunque? Giovi e la sua amena piazza potrebbero diventare punto di partenza e arrivo del turismo lento, sia in bicicletta (ciclovia dell’Arno) sia a piedi, sviluppando quella direttiva che collega il paese a Ponte Buriano (circa 7 km) e da lì verso il Casentino e il Valdarno. Si potrebbero utilizzare gli edifici in disuso trasformandoli in presidi del Comune per un rapporto diretto tra i cittadini e le Istituzioni. Quindi, a livello urbanistico si potrebbero studiare dei progetti riguardanti sia la possibilità di un sottopassaggio sia la riqualificazione dell’area ex pista da motocross. E la storia? Da recuperare, in questo luogo dove l’Arno volta la faccia ad Arezzo, ma che ha visto soggiornarci Carducci e D’Annunzio. Memorie per non dimenticare chi eravamo e chi siamo”, ha sottolineato Menchetti.
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