Toscana

Giovani in giunta, spero nell’accordo con Donati. Gli altri candidati? No comment, io lontano dalle lobby


Vincenzo Ceccarelli, venerdì scorso l’alleanza di centrosinistra ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco. E ci sono già altri 4 candidati: Beppe Angiolini, Michele Menchetti, Marcello Comanducci, Marco Donati. Un brevissimo commento su ciascuno?

“Non sta certo a me parlare degli altri candidati. Penso ci debba essere rispetto per tutti quelli che si mettono a disposizione per il bene della città, impegnandosi in questa direzione. Detto questo vorrei concentrarmi sulle nostre proposte, sul fatto che i cittadini si possano sentire tranquilli di avere un sindaco che conosce la macchina amministrativa e che sappia ascoltarli. Mi sono candidato perché in tanti mi hanno chiesto di intraprendere questo percorso. E ci tengo a dire che si tratta di una scelta nata dalle molte sollecitazione avute dai cittadini, oltre che frutto di un percorso fatto dentro alla comunità di cui mi sento parte, non certo la scelta di ristrette lobby”.

C’è molto affollamento tra i civici, al momento lei è l’unico candidato esplicitamente politico. Lo percepisce come uno svantaggio? O magari un vantaggio?

“Non so se sia un vantaggio, ma il mio è il percorso di un uomo delle istituzioni che ha sempre cercato di risolvere i problemi della gente. Credo mi si riconosca il fatto di essere un ‘uomo del fare’. Chi mi conosce sa che sono una persona portata naturalmente al dialogo e all’inclusione. La mia candidatura è stata scelta dalle forze che compongono l’Alleanza progressista, coerente con il governo regionale, con cui dovremo costruire un rapporto di collaborazione istituzionale necessario per ottenere le risposte attese. Ma siamo aperti al mondo civico e c’è un dialogo in atto con le liste civiche che sostengono la candidatura di Marco Donati, con cui continueremo a confrontarci fino alla fine per cercare un’intesa”.

Da quale dei problemi di Arezzo partirebbe se diventasse sindaco?

“Ascoltando le persone di questa città, da più parti mi viene segnalata la necessità di un’amministrazione più vicina ai cittadini. C’è bisogno di un sindaco che sappia prendersi cura della città e tradurre in piani concreti le idee. Serve efficienza amministrativa. Non solo grandi progetti. Arezzo ha una storia ricca, è una città molto bella e certamente ha bisogno di grande slancio, ma ci sono anche cose molto pratiche che vengono richieste: servono maggiore manutenzione, decoro, sicurezza. L’impegno deve essere quello di cercare soluzioni perché ogni angolo della città, a ogni ora del giorno e della notte, sia vivibile senza paura, per il giovane e per l’anziano. Allo stesso tempo, occorre dare forza al sistema locale e al tessuto produttivo, estremamente vocato all’export, e che oggi sta soffrendo a causa dei dazi imposti da Trump e della situazione internazionale drammatica, con guerre che anziché risolversi sembrano moltiplicarsi. Abbiamo poi un grande capitale sociale, terzo settore e volontariato. Occorre partire da questo tessuto e attivare sinergie con ascolto e partecipazione. Sul fronte della sicurezza serve maggior impegno da parte dello Stato, che deve mettere le forze dell’ordine nelle condizioni di operare al meglio, ma non basta. Una città più curata è la premessa anche per prevenire fenomeni degenerativi e poi servono politiche culturali, ricreative che diano nuova vita ai luoghi e reti civiche di sorveglianza. In quanto amministratore ho seguito l’evoluzione della città negli ultimi trent’anni da punti di vista privilegiati e in periodi di grande sviluppo. Per questo dico che bisogna tornare a riattivare un maggior livello di collaborazione tra le istituzioni. Oggi vedo la città in difficoltà e isolata. Va recuperato un percorso di connessione Arezzo-vallate e Arezzo-Regione per potenziare infrastrutture, servizi, sanità, sicurezza. Serve un sindaco che abbia una visione nazionale e internazionale, ma serve soprattutto un sindaco che sappia tradurre in atti concreti le priorità del territorio”.

Se c’è un percepito di debolezza in questa candidatura, è il fatto di essere in politica da molto tempo. Come affronterà il tema, che sicuramente emergerà in campagna elettorale?

“Ognuno deve presentarsi per quello che è. Io metto a disposizione le competenze acquisite e il mio bagaglio di amministratore. Talvolta in politica il curriculum viene vissuto come disvalore, ma in realtà è un valore. Quando si deve affidare a un medico la nostra salute o magari si deve ristrutturare la propria abitazione, si cerca chi ha esperienza e competenza, non si va scegliere il primo che passa per il gusto di cambiare. Però voglio sottolineare che io ho iniziato a fare l’amministratore da molto giovane (sindaco di Castel San Niccolò dall’85 al ‘95, nda) e sono il primo a essere convinto che non si debba aver timore di avvalersi di persone giovani e competenti, quando si hanno a disposizione. Bisogna smettere di considerare i giovani solo come destinatari di politiche e iniziare a coinvolgerli come protagonisti delle scelte. Dobbiamo creare condizioni concrete perché questo avvenga. Spazi accessibili dove studiare, fare attività ricreative, creare impresa, fare cultura e socialità. Mi piacerebbe circondarmi di giovani nelle liste a mio sostegno, cercando di favorire il loro ingresso in consiglio comunale e nell’eventuale giunta. I giovani saranno una nostra priorità”.

Sarà una campagna da vincere con temi più “di sinistra”? In linea con la segreteria nazionale attuale del Pd? O ci sarà un indirizzo diverso?

“Ci sono grandi tematiche riguardano la qualità e alla sicurezza del lavoro, del salario minimo, della difesa della sanità pubblica minata dalle politiche dell’attuale Governo, l’attenzione all’ambiente, che in questa fase di transizione ecologica ed energetica, sono fondamentali a livello nazionale e locale. Ma le elezioni comunali sono quelle più lontane dagli echi della politica nazionale. Chi dà la disponibilità a essere amministratore sul territorio deve occuparsi del bene comune con temi e proposte vicine ai cittadini, per l’amministrazione della città: ciclo dei rifiuti, mobilità sostenibile e trasporto pubblico, la possibilità di accesso alla casa a prezzi equi, contributi per sostenere affitti, scuole e asili senza liste d’attesa e senza costi. Queste sono le priorità dettate dall’agenda dei cittadini non dalla politica. Semmai, la politica a livello nazionale e regionale deve aiutare i sindaci a realizzarle”.

Arriveranno big nazionali per la sua campagna elettorale: Schlein, Conte, Renzi?

“E’ presto, sicuramente qualcuno arriverà. Ma al momento assicuro che non è questa la mia preoccupazione. Ora sono totalmente concentrato sulla necessità di lavorare per il bene di Arezzo e degli aretini, cercando di creare le condizioni migliori per risolvere i problemi della città”.

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