Sicilia

Giovani e legalità, Chinnici: «Proteggerli dalla droga»

«Io ero lì, ma non da figlio: da studente. E ricordo ancora l’effetto che fece vedere mio padre entrare in quella scuola e parlare ai ragazzi». Giovanni Chinnici affida a questo ricordo il senso più autentico del protocollo firmato ieri a Roma tra la Commissione parlamentare Antimafia e la Fondazione Rocco Chinnici.

«Questo protocollo – ha dichiarato Chiara Colosimo, presidente della Commissione Antimafia – ci permette di seminare giustizia tra le giovani generazioni, portando la memoria del giudice Chinnici nelle scuole e nelle università». Un’intesa che porterà nelle scuole iniziative di educazione alla legalità, cittadinanza attiva e sensibilizzazione sui fenomeni mafiosi, ma che per il figlio del magistrato ucciso dalla mafia richiama prima di tutto uno dei primi incontri pubblici del padre con gli studenti, proprio nell’istituto che frequentava anche lui.

«Nel 1980 ebbi modo di assistere da studente a uno dei primi incontri che fece mio padre al liceo classico Meli di Palermo – racconta -. Non sapevo neppure che sarebbe venuto, fu una sorpresa. E rimasi colpito dal fatto che tutti i miei compagni di scuola, non solo di classe ma dell’intero istituto, seguirono con un’attenzione davvero inusuale quell’incontro».

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