Giotto e San Francesco, arte e fede: in mostra la ‘rivoluzione’ che nasce nell’Umbria del Trecento

di Danilo Nardoni
Giotto e San Francesco come due “rivoluzionari”. Capaci di generare quell’incontro tra arte e fede, fondante dell’identità italiana e non solo. Celebra questo connubio la mostra dal titolo “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi. Esposizione che racconterà una felice congiuntura nella storia della cultura che ha avuto per teatro l’Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento. Rassegna che si soffermerà sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna.
L’Umbria celebra così l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con un grande evento espositivo, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, presentato mercoledì 18 febbraio a Roma al Ministero della Cultura nella Sala Spadolini.
“Presentiamo un evento che non è solo una mostra ma un vero e proprio atto di coraggio” ha affermato il vicepresidente della Regione Umbria, nonché assessore alla cultura, Tommaso Bori. “Dico questo – ha aggiunto – perché così come il coraggio e la convinzione tenace della propria forza di pensiero guidò San Francesco nella sua scelta di vita e così come il coraggio portò Giotto a stravolgere i canoni dell’arte occidentale, anche questa esposizione nasce sotto il segno della sfida coraggiosa: infatti, il lavoro necessario per riunire i prestiti di questa nobile mostra è stato immenso e portato avanti con la determinazione di chi crede nel valore della cultura prima ancora di avere la piena certezza di ogni risorsa. Una mostra che è un lavoro corale con l’Umbria al centro di relazioni nazionali e internazionali, una idea ambiziosa trasformata in realtà tangibile, per lanciare un messaggio che parla di umanità, cultura e futuro”.
Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni, ripercorrerà la straordinaria stagione artistica del Trecento, attraverso oltre 60 opere, realizzate da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, negli anni in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana, in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, capaci di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio.
Il direttore della Galleria nazionale Costantino D’Orazio ha ricordato i due anni di lavoro per allestire la mostra per “un progetto collettivo che vede molte realtà partecipare per celebrare San Francesco e per mostrare cosa ha significato la grande esperienza del cantiere della Basilica con Giotto e altri artisti che segnarono una rivoluzione epocale”. Una mostra, ha ricordato ancora D’Orazio, non solo “perugiacentrica” perché coinvolge altri territori dell’Umbria. “L’iniziativa perugina – ha detto – sarà anche l’occasione per valorizzare il patrimonio dell’intera Umbria, nell’ottica della collaborazione fra varie realtà e istituzioni del territorio. Di concerto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria sarà realizzata una guida sull’arte nella regione al tempo di Giotto e dei suoi seguaci. In questa direzione si sta definendo un ampio palinsesto dal titolo ‘Il Cantico e il creato. San Francesco tra arte, natura e spiritualità’, che proporrà, tra ottobre e giugno, una serie di itinerari guidati”.
D’Orazio, prima di dare la parola alla sindaca di Perugia, ha voluto sottolineare che la Galleria nazionale umbra è l’unica che ha sede in mura che non appartengono allo Stato ma ad un Comune, evidenziando quindi lo stretto rapporto su tanti fronti con l’amministrazione comunale. “Questa mostra – ha affermato Vittoria Ferdinandi – è una luminosa opportunità che stiamo dando alla città e alla regione e celebra quello che è diventato un metodo di lavoro unitario con la Galleria nazionale. Una mostra che è una enorme opportunità perché celebriamo non solo un evento espositivo straordinario ma prima di tutto uno straordinario investimento sulla identità collettiva e condivisa della regione perché arte e cultura sono strumenti di costruzione di identità, così come lo sono stati Giotto e Francesco”.
A Roma è intervenuto anche Davide Rondoni, presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’Ottavo Centenario della morte di san Francesco d’Assisi: “Arte e fede si incontrano mirabilmente qua per un connubio che ha fatto l’Italia prima ancora che esistesse. Una mostra-avvenimento che apporta un contributo stabile e fa fare un passo avanti nello studio e nella ricerca”.
“Questa è molto più di una mostra d’arte” afferma anche il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il quale ha inviato un messaggio ai presenti: “San Francesco patrono d’Italia: l’importanza del poverello di Assisi sottolineata dalla reintroduzione, voluta da questo Governo, della Festa Nazionale del 4 di ottobre è in questa storia di carità e amore che attraversa i secoli e giunge fino a noi. Accostare poi alla figura di Francesco quella di Giotto significa rendere plastico, visibile, quasi tattile il senso di quella rivoluzione culturale che nel Trecento prende forma nel cuore dell’Umbria e si irradia all’Europa. Così come Francesco trasforma il rapporto dell’uomo con il creato, riconoscendo la sacralità della natura, Giotto, con il tratto del suo pennello, restituisce carne e umanità al divino, inscrivendo l’eterno nel volto degli uomini. È congrua la scelta della parola ‘rivoluzione’ nel suo vero significato di ‘eterno ritorno’, di movimento circolare capace di far tornare un astro alla posizione originaria. Solo accogliendo questa prospettiva potremmo attraversare e leggere le eccezionali opere dell’esposizione, così come l’eredità lasciata da San Francesco. Un’eredità che finalmente appartiene alla coscienza nazionale”.
A chiudere la presentazione è stato Massimo Osanna, direttore generale Musei del Ministero, il quale ha parlato di una mostra “di grande livello perché corale e con una rete straordinaria, oltre che mostra di ricerca che offre una occasione importante per riflettere”.
Le prevendite dei biglietti sono già aperte sul sito della Galleria Nazionale dell’Umbria (https://gallerianazionaledellumbria.it/). Per informazioni è attiva la mail: prenotagiotto@orologionetwork.it.
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