Toscana

Giornata mondiale delle zone umide: iniziativa alla Duna Feniglia

Grosseto. Il 2 febbraio segnerà il 50° anniversario della Convenzione di Ramsar, firmata in Iran nel 1971. Ramsar rappresenta il primo trattato mondiale per la tutela di uno specifico habitat naturale: le zone umide, ambienti fondamentali per la biodiversità, la regolazione delle acque e i numerosi servizi ecosistemici offerti gratuitamente all’uomo.

Oggi sono oltre 170 i Paesi aderenti alla Convenzione, impegnati nella protezione di questi ecosistemi. In Italia le zone umide riconosciute sono 65, di cui 11 in Toscana. Tra le prime aree italiane ad essere inserite nella Convenzione figurano la laguna di Orbetello (parzialmente) e il lago di Burano, quest’ultimo prima oasi Wwf nata in Italia grazie a un accordo tra l’associazione ambientalista e la società Sacra, proprietaria dell’area.

Il tema scelto per quest’anno dalla Convenzione di Ramsar, “Zone umide e conoscenze tradizionali: celebrare il patrimonio culturale”, richiama l’attenzione sul ruolo cruciale che questi ambienti svolgono nella gestione delle risorse idriche e nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Un tema quanto mai attuale anche per le zone umide della Maremma, dove la presenza degli uccelli acquatici – oltre 20.000 individui svernanti – continua a rappresentare un elemento di grande valore naturalistico, seppur con profonde trasformazioni nel tempo.

Emblematico è il caso della laguna di Orbetello, un tempo famosa per le folaghe, per anni oggetto di una caccia intensa (la “tela”), e oggi conosciuta soprattutto per la presenza di migliaia di fenicotteri rosa e aironi. Tuttavia, la sola presenza dell’avifauna non è sufficiente a garantire che le condizioni ambientali restino favorevoli. Le frequenti crisi ecologicheche interessano la laguna di Orbetello e, più sporadicamente, il lago di Burano dimostrano quanto questi ambienti siano fragili e necessitino di una gestione attenta, continuativa e basata su criteri scientifici.


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