Friuli Venezia Giulia

Giornata del benessere mente-corpo, l’identikit dei triestini

03.01.2026 – 15.30 – I triestini tendono a somatizzare lo stress a livello gastro-intestinale, a ricercare un equilibrio tra la loro intensa vita sociale e il loro amore per la natura: ne parliamo con la dottoressa Elisa Kosuta – biologa nutrizionista, naturopata e personal trainer – in occasione della Giornata del benessere mente-corpo. Tale giornata si celebra ogni 3 gennaio per promuovere l’equilibrio olistico tra salute fisica e benessere interiore: un concetto con radici antichissime ma oggi sempre più riscoperto. Dottoressa, i contemporanei hanno istituto la Giornata del benessere mente-corpo per ricordare un principio in verità antichissimo, quello di mens sana in corpore sano. “Sì e oggi abbiamo pure le prove scientifiche del detto ‘mente sana in corpo sano’. La più eclatante è la scoperta dell’asse tra intestino e cervello. Pancia e testa comunicano costantemente attraverso il nervo vago e i neurotrasmettitori. Ciò che mangiamo inoltre influenza il nostro microbiota intestinale e di conseguenza i nostri pensieri, emozioni. Un’alimentazione infiammatoria può peggiorare il tono dell’umore e l’ansia. Allo stesso modo lo stress mentale può bloccare la digestione. Non esiste più una barriera tra salute mentale e fisica. Curare l’una significa inevitabilmente prendersi cura anche dell’altra”. Dottoressa, il suo approccio sembra incarnare proprio questo principio, attingendo sia dalla scienza occidentale sia dalla naturopatia. “La mia base è e rimane quella scientifica ma il mio percorso mi ha portata a esplorare diverse culture e tradizioni. Ho approfondito tra le altre cose le diverse anime della naturopatia, da quella scientifica a quella energetica e olistica. Questa pluralità è la mia forza, che mi permette di non adottare un metodo rigido ma di poter attingere ad approcci diversi in base a chi ho davanti, scegliendo la strada più efficace per le necessità di quella persona in quel momento”. Che cosa si intende per approccio olistico? “Dal greco olos, tutto, intero. Avere una visione olistica in nutrizione significa che, se un cliente viene da me per un problema legato al peso o al gonfiore, io non guardo solo che cosa mette in piatto. Bensì la persona nel suo insieme: come dorme, se è stressata, se si muove, quale rapporto ha con le emozioni. Le nostre cellule non rispondono solo alle calorie ma anche all’ambiente in cui vivono. Prendersi cura della persona in modo olistico significa unire i puntini tra tutti questi aspetti per comprendere l’origine del disagio. Solo così si possono ottenere risultati duraturi, invece che limitarsi a silenziare il singolo sintomo”. Ha notato una crescente richiesta di benessere olistico da parte dei suoi clienti recentemente? Quali sono le esigenze più diffuse? Esiste una specificità dei triestini? “Ho notato un enorme cambiamento post pandemia. Prima la richiesta numero uno era legata al desiderio di dimagrire velocemente. Oggi invece la domanda prevalente è diretta vero il sentirsi bene. Le persone vogliono avere energia, sgonfiarsi, ad esempio. C’è una stanchezza diffusa nei confronti delle diete rigide, perché gira e rigira finiscono sempre allo stesso modo. E cioè con un fallimento, accompagnato da un senso di frustrazione e inadeguatezza. E c’è una fame di benessere reale, il che mi rende molto contenta. Trieste è una città mitteleuropea, colta ma frenetica, dove spesso si vive di corsa. Noto una tendenza locale a somatizzare molto lo stress a livello gastrico e intestinale. I triestini ricercano inoltre strategie per conciliare la loro intensa vita sociale e lavorativa con il bisogno di riconnettersi alla natura. C’è anche molta richiesta di imparare a gestire la fame nervosa legata a questi ritmi”.

[l.g.]




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