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Giorgio Rumignani, è morto l’allenatore mago delle salvezze impossibili – Calcio


Mai una presenza in serie A, sia da giocatore che da allenatore. Ma Giorgio Rumignani, morto all’età di 86 anni a Lignano Sabbiadoro dove viveva, ha lasciato una impronta importante nel calcio italiano. Divenne allenatore dopo aver chiuso la carriera in campo a Savona, dove gestiva con esperienza il centrocampo ed alle spalle aveva un giovane difensore di nome Marcello Lippi. Il suo momento clou da in campo lo visse probabilmente nella Sambenedettese (che portò dalla panchina in Serie C): coppa Italia 1961, gol alla Juventus in una partita in cui si erano scatenati Sivori e Charles.

Tanti giocatori lanciati, tra cui Palladino

Da allenatore amava il rigore e dare una impronta di gioco alle sue squadre, alcune di consolidata tradizione come Piacenza, Andria, Sambenedettese, Giulianova, Pisa, Pescara, Benevento, Ravenna, Monza, Palermo. Si vantava proprio per di aver lasciato un grande ricordo in tutta la costa adriatica, da Venezia a Barletta. Ha lanciato inoltre grandi nomi come Abbiati, Oddo, Taglialatela, l’attuale tecnico dell’Atalanta Palladino.

Cinque promozioni, ma anche salvezze impossibili

Si può dire che fosse un allenatore senza vie di mezzo. Specialista delle promozioni (ben 5) conquistate nelle serie inferiori, ma anche in salvezze impossibili. Due in particolare sono ricordate: quella con il Barletta in B, da lui stesso definita proibitiva, in una stagione tormentata nella quale fu mandato via e poi richiamato. Poi quella con Pescara, dove rimase un paio d’anni. Una carriera lunghissima nel corso della quale ha allenato in una trentina di piazze: “Arrivavo spesso a stagione iniziata, salvavo la squadra dalla retrocessione ma mi rendevo conto che non c’erano le condizioni per un nuovo campionato e preferivo cambiare”, spiegò in una intervista.

Esonerato da capolista, una volta fece allenare i giocatori in spiaggia

Personaggio diretto, fu persino esonerato da primo in classifica. Accadde a Lucca, dove investì sui giovani e mise su una squadra di tutto rispetto. La squadra volava, ma quando rallentò le colpe ricaddero su di lui. Personaggio di un altro calcio, quando fu chiamato a Palermo (in C) il Barbera era in fase di ammodernamento per il Mondiali di Italia 90. Rumignani si vide costretto ad allenare la squadra nel piazzale antistante allo stadio e alla spiaggia di Mondello. Nonostante ciò conquistò il terzo posto. Vero, proprio un altro calcio.


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