Giorgia Meloni in Algeria: Sicurezza delle forniture
26.03.2026 – 7.40 – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Algeria ieri ha effettuato una visita ufficiale per mettere in sicurezza le forniture di gas dell’Italia, nel mezzo di quella che secondo L’Agenzia internazionale per l’Energia è la più grave crisi energetica della storia. Giorgia Meloni in Algeria ha incontrato il primo ministro Sifi Ghrieb e, in seguito, il Capo dello Stato Abdelmadjid Tebboune. Al termine della visita il presidente del Consiglio italiano e il presidente algerino hanno tenuto una conferenza stampa congiunta. “Venni in Algeria la prima volta il 22 e il 23 gennaio 2023, cioè appena tre mesi dopo il mio insediamento a Palazzo Chigi, in occasione della prima missione bilaterale in un Paese del Nord Africa. Questo chiarisce quanto consideriamo fondamentale il nostro rapporto con l’Algeria. L’Algeria rappresenta per l’Italia un partner di assoluto rilievo strategico”, ha detto Giorgia Meloni: “Tra i moltissimi ambiti della nostra cooperazione c’è sicuramente l’ambito energetico. Abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima collaborazione, che include i nostri due campioni nazionali, Eni e Sonatrach, anche lavorando su nuovi fronti come lo shale gas, come l’esplorazione offshore. Ciò consentirà di rafforzare il flusso della fornitura di gas dall’Algeria all’Italia”. Tebboune ha sua volta ha assicurato che l’Algeria “è un partner strategico affidabile” e “siamo disponibili a rispettare i nostri impegni” anche sulle forniture. Secondo i più recenti dati sui flussi fisici previsti di Snam, l’Algeria è attualmente il primo fornitore di gas dell’Italia, che invia il 34% degli 824 GWh complessivamente importati oggi. Questi ultimi insieme ai 30,62 di produzione nazionale e ai 220,6 degli stoccaggi portano a oltre 1.075 GWh la disponibilità di gas a livello nazionale.
“La nostra cooperazione non si esaurisce a questo aspetto”, ha continuato Giorgia Meloni: “Ne sta esplorando da tempo molti. Mi riferisco al tema dello sviluppo delle energie rinnovabili, alla realizzazione di infrastrutture strategiche, sempre più capaci di unire le due sponde del Mediterraneo, aumentando l’interconnessione e quindi anche la sicurezza energetica. Con il Trans-Med, il famoso gasdotto Mattei che dagli anni Ottanta collega Italia e Algeria, siamo stati dei pionieri e l’idea è che lo si possa essere ancora. Questo lavoro rientra in una visione più ampia che considera l’energia come un’opportunità e come uno strumento per generare sviluppo condiviso, sia per le Nazioni che producono energia e beneficiano delle risorse che ne derivano per la propria prosperità, sia per le Nazioni che consumano e che possono così contare su catene di approvvigionamento più vicine e più resistenti agli shock esterni”. Sul tavolo anche la cooperazione tra Italia e Algeria nel contrasto alle reti criminali che operano nel Mediterraneo sulla questione migratoria e il Piano Mattei per l’Africa: “In Algeria l’iniziativa pubblico-privata per il recupero di oltre 36 mila ettari di terreno desertico per la produzione di cereali e legumi procede con la campagna di semina che nel 2026 passerà da 7 mila a 13 mila ettari di deserto messi a produzione. A Sidi Bel Abbes il Centro di formazione professionale nel settore agricolo dedicato anch’esso a Enrico Mattei ambisce a diventare il punto di riferimento sulla materia per tutta l’Africa. Siamo ormai entrati nella fase operativa, verrà annunciata a breve la selezione del direttore del Centro”.
[l.g.]




