Salute

Giorgetti: “Sui dazi niente panico e no ai controdazi. Le imprese siano resilienti come con la pandemia”

Niente panico, dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che però, subito dopo, accosta l’effetto dei dazi decisi dagli Usa a quello provocato dalla pandemia. Non esattamente una rassicurazione. “Siamo impegnati in una de-escalation con l’amministrazione Trump. Il messaggio è che non bisogna pigiare il bottone del panico”, dice il ministro, intervenendo al Forum Ambrosetti a Cernobbio.

“Le Borse (che tra giovedì e venerdì hanno accusato flessioni pesantissime, ndr) agiscono in modo razionale e talvolta irrazionale, seguendo altri tipi di istinti. Come governo dobbiamo cercare di mantenere il sangue freddo e valutare gli impatti ed evitare di partire con una politica di controdazi che potrebbe essere semplicemente dannosa per tutti e per noi. Il governo sta seguendo un approccio pragmatico e razionale“, aggiunge il ministro.

L’approccio “razionale” del governo italiano è “da portare a livello europeo” e invece di dire che “l’Italia deve trattare da sola, io dico semplicemente che il governo italiano ovviamente pensando al tipo di economia che rappresenta, deve portare giustamente gli interessi italiani in Europa. Consapevoli, prosegue, che la politica di tipo commerciale è per definizione, visto che l’Unione Europea è nata come mercato europeo, sostanzialmente di competenza europea”.

Giorgetti si appella quindi agli imprenditori: “L’Italia che per definizione è fatta da imprenditori assai svegli e reattivi dimostra una resilienza superiore alla media, questo si è già verificato in occasione della pandemia e il nostro l’auspicio è che si manifesterà anche in questa situazione”

“La tendenza al protezionismo era già chiaramente delineata” già dalla precedente amministrazione Biden e ora, dopo le ultime decisioni di Trump sui dazi, “siamo di fronte a un cambiamento di portata storica e politica che mette sotto tiro la politica della globalizzazione che dagli anni Novanta in poi ha definito una fase, a mio giudizio, in crisi in modo evidente”, osserva Giorgetti. Si tratta, sottolinea, di una “crisi che abbiamo sottovalutato in nome del libero commercio, ignorando le conseguenze sociali, e poi politiche, della globalizzazione”.

“Il giudizio dell’agenzia di rating Fitch (che venerdì sera ha confermato il giudizio sull’Italia a BBB con prospettive positive) descrive la situazione e testimonia l’operato del governo”, rivendica infine Giorgetti. Va detto che alle agenzie di rating interessano solo le capacità di un paese di onorare i suoi impegni di debitori, conta relativamente poco il modo in cui ciò avviene.

“Bene Giorgetti a Cernobbio. L’Europa riveda subito e totalmente tutto quello che danneggia le nostre imprese, dal Green Deal al patto di stabilità e austerità. Via i mille vincoli e regolamenti che soffocano il mondo del lavoro, dalle auto all’agricoltura, e aggiungiamo lo stop al mega piano di debito da 800 miliardi per comprare armi e missili. No a contro-dazi e guerre commerciali con gli Usa, con cui bisogna dialogare per difendere l’interesse nazionale”, commenta il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »