Trentino Alto Adige/Suedtirol

Gioco Pubblico: il MEF accelera sulla riforma. Verso regole uniformi per distanze e orari

C’è una nuova lente fiscale sopra la riforma del gambling tradizionale in Italia, che deve reggersi su un equilibrio delicato tra Stato, Regioni, Comuni e iniziativa privata.

Il percorso di riforma del gioco fisico torna al centro dell’agenda politica italiana. Dopo il riordino del comparto online, il segmento retail resta infatti l’ultimo grande capitolo da armonizzare. Ma con una complessità unica: qui infatti si intrecciano competenze statali e autonomie territoriali, esigenze di bilancio e istanze sociali, interessi industriali e tutela della salute pubblica.

Come si legge su SlotMania.it, sito web di divulgazione sul settore del gioco online, il Governo punta a chiudere il confronto in Conferenza Unificata e a varare il decreto legislativo di riordino, avviando poi l’iter parlamentare entro i termini della delega fiscale. L’obiettivo è chiaro: superare la frammentazione normativa che ha prodotto un mosaico di regolamenti locali differenti, soprattutto sul tema del distanziometro. Il nodo centrale resta però il rapporto tra indirizzo nazionale e potestà regolatoria di Regioni e Comuni, con il MEF che vuole introdurre criteri omogenei su tutto il territorio, differenziando le distanze minime in base alla tipologia di punto vendita, con l’obiettivo di razionalizzare la rete, garantendo standard uniformi senza azzerare il ruolo degli enti locali. Molte amministrazioni, però, denunciano il rischio di riduzione del loro potere e per questo raggiungere una sintesi richiederà un compromesso politico non scontato.

Un altro elemento chiave è quello della distribuzione del gettito: la Legge di Bilancio 2026 ha previsto uno stanziamento di 80 milioni di euro destinato a Regioni e Comuni, alimentato dalle entrate fiscali di slot machine e VLT e dalla devoluzione del 5% del gettito alle casse regionali. Il fondo è collegato all’attuazione della delega fiscale per la riorganizzazione della rete fisica e all’adeguamento degli stanziamenti per il pagamento di premi e vincite. Si tratta di un segnale politico volto a rafforzare il coinvolgimento degli enti territoriali nella governance del settore ma gli esperti spiegano che le risorse stanziate non sembrano sufficienti, da sole, a garantire un consenso pieno.

Un consenso che manca ancora da parte degli operatori regolamentati, quelli che hanno chiesto a gran voce una riforma stabile e coerente. Le associazioni di categoria sottolineano la necessità di certezza giuridica, investimenti programmabili e una rete distributiva chiara, in cui la tabaccheria-ricevitoria possa mantenere un ruolo centrale. Intanto, però, arrivano novità sulle nuove concessioni: base d’asta complessiva intorno ai 2,5 miliardi di euro per l’intero comparto retail. E tante polemiche anche in questo senso.

Fronte unico, invece, su temi come la prevenzione della ludopatia, il contrasto al gioco illegale, il rafforzamento dei sistemi di controllo e auto-esclusione. Tra le proposte vi è l’istituzione di una Consulta permanente dei giochi pubblici con funzioni di monitoraggio e indirizzo. Nei prossimi mesi la riforma entrerà nel vivo, anche perché la delega fiscale sta per scadere. Il successo del riordino, però, passerà per la capacità di coniugare uniformità normativa, sostenibilità economica e responsabilità sociale, delineando un sistema più chiaro e coerente per l’intero comparto del gioco fisico.







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