Giochi di Milano-Cortina, bilancio sportivo ok ma i conti sono in rosso
Bilancio sportivo e bilancio economico non camminano di pari passo, Milano Cortina si chiude lasciando in eredità un tesoretto di infrastrutture per i paesi di montagna e per la metropoli stimato a 3 miliardi, una spinta all’indotto e al turismo che può valere fino ma anche, secondo indiscrezioni, un rosso nei conti della Fondazione tra i 100 e i 200 milioni.
Per un’analisi completa bisognerebbe sommare il bilancio della Fondazione Milano Cortina, che si è occupata dell’organizzazione di Olimpiadi e Paralimpiadi, a quello di Simico che ha realizzato le infrastrutture; per ora non ci sono dettagli, non ci sono conferme e nemmeno smentite dagli azionisti (Mef, Regioni e Comuni) che però stanno facendo i conti. I costi sono lievitati ben oltre i 6 miliardi di euro. Una cifra monstre, che però non ha stupito gli analisti. Il piano delle opere è di oltre 4 miliardi e circa 2 miliardi (con un budget già rivisto ad aprile a 1,7 miliardi) dovrebbe essere costato organizzare questa edizione ‘diffusà. ‘On top’ si aggiungono i 200 milioni per la promozione del turismo, la sicurezza pubblica e la logistica.
I dati del Mit parlano di oltre 3,5 miliardi di investimenti per 98 interventi, 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto. Lo sliding center Eugenio Monti a Cortina è costato circa 132 milioni di euro, la ricostruzione dello stadio del salto a Predazzo, in Trentino Alto Adige, 92 milioni, l’Arena Santa Giulia di 250 milioni (finanziate in larga parte da privati). Per la Rho Ice Arena la Fondazione Fiera di Milano ha investito 25 milioni di euro e contava di avere un ritorno di 888 milioni di euro all’anno trasformandola in un Live Dome, una struttura per grandi eventi, ma il piano andrà rimodulato ora che uno dei due padiglioni è stato promesso come futuro Stadio del ghiaccio di Milano. Inoltre, tra i numeri emersi in queste settimane, il villaggio olimpico di Cortina ha un costo stimato di 40 milioni e quello di Milano di 140. Tutti ampiamente ripagati dalle medaglie e dal ritorno di immagine che il turismo monetizzerà anche a medio e lungo termine.
Passiamo invece ai ricavi già contabilizzati, dovrebbero aggirarsi intorno a 1,7 miliardi. I contributi del Cio, essenzialmente diritti di trasmissione e programmi di sponsorizzazione internazionale, finanziano quasi il 60% dei costi preventivati, ovvero circa 1 miliardo. Poi ci sono gli accordi ‘domesticì che dovrebbero aver superato l’obiettivo di 500 milioni grazie a 54 brand. Alcune aziende sono anche coinvolte con piani infrastrutturali, spesso eredità che rimarranno sul territorio, come i 650 milioni di investimento di Fs per rinnovare 10 stazioni, potenziare la rete ferroviaria e quella stradale, il piano da 47 milioni di Enel per la rete di distribuzione o quello da 300 milioni di Terna per potenziare la rete.
Infine c’è stata la vendita dei biglietti. Le Olimpiadi si sono chiuse sotto le stime, gli organizzatori avevano previsto circa due milioni di spettatori e invece sono stati venduti 1,3 milioni di biglietti (l’88% del totale) che potrebbero arrivare a 1,5 milioni con le Paralimpiadi che inizieranno il 6 marzo. L’incasso però dovrebbe rispettare le attese e superare i 200 milioni di euro. Per rispondere alla polemica del caroprezzi la Fondazione aveva fatto sapere di aver venduto circa il 20% dei biglietti a meno di 40 euro (10,4 milioni di euro) e il 57% a meno di 100 euro (poco più di 74 milioni). Restano 300mila ticket che possiamo immaginare venduti a un prezzo medio di 500 euro, tra i più costosi quelli per le Cerimonie, il pattinaggio di figura o le finali dell’hockey. I diritti tv sono stati invece assegnati a Warner Bros Discovery e all’European Broadcasting Union (fino al 2032) e sono stimati in circa 400 milioni di euro.
Nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2024 la Fondazione aveva registrato una perdita di 30,54 milioni che sommata a quella degli esercizi precedenti portava a un deficit patrimoniale di 150,3 milioni. Il bilancio 2026 invece non verrà pubblicato prima di giugno 2027 e quindi per sapere se il break even è stato centrato bisognerà aspettare almeno un altro anno.
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