Economia

Gin premium, quando il capitale culturale diventa leva di lancio


Nel mercato degli spirits premium, il cammino standard prevede solitamente che un prodotto conquisti prima il mercato d’origine e poi, con quella credibilità alle spalle, si apra all’estero. Ma c’è chi ha percorso con successo il tragitto inverso, come Quattro Gatti, brand italiano che dai riconoscimenti internazionali è arrivato a essere il gin ufficiale della Biennale di Venezia.

Il gin umbro fondato dalla famiglia Mordant – australiana di origine, umbra d’adozione da oltre vent’anni – ha collezionato infatti riconoscimenti oltre confine: Tripla Medaglia d’Oro ai MicroLiquor Spirit Awards, Argento al New York International Spirits Competition, Argento al CMB Spirits Selection per il Gin Classico; Oro alla World Spirits Competition di San Francisco e Oro ai World Gin Awards per l’Olive Grove Gin. Una sequenza costruita prevalentemente fuori dall’Italia, che il brand porta oggi in dote al mercato domestico, ancora in fase di lancio.

La nomina a gin ufficiale della 61° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia – dove Quattro Gatti sarà l’unico presente nei locali e nei ristoranti dei Giardini e dell’Arsenale da maggio a novembre 2026 – va letta proprio in questa prospettiva: non come coronamento di una presenza già consolidata, ma come trampolino di lancio su un mercato che il brand sta ancora costruendo. Una scelta che parla di contesto, prima che di volumi.

Lo scenario: numeri in crescita

Il quadro di settore in cui si muove il brand è in espansione, nonostante il gin si possa definire sulla cresta dell’onda ormai da anni. Secondo Mordor Intelligence, il mercato globale del gin è stimato a 23,56 miliardi di dollari nel 2025 e 24.51 miliardi di dollari nel 2026 e dovrebbe raggiungere i 30,87 miliardi entro il 2031, con un tasso di crescita annuo composto del 4,72% nel periodo 2026-2031. A trainare la domanda, secondo l’analisi, sono la crescita del segmento premium, la rinascita della cultura dei cocktail e la sperimentazione con botaniche non convenzionali: tre fattori che descrivono con precisione lo spazio in cui Quattro Gatti ha scelto di operare.

Il cocktail ufficiale della Biennale Arte 2026 e la scelta dell’Olive Grove

A pochi giorni dalla presentazione romana al The St. Regis Rome – seconda tappa del tour “Road to La Biennale Arte” dopo il debutto milanese del 18 marzo al The Wilde Club – Quattro Gatti ha svelato il cocktail ufficiale della Biennale Arte 2026: The Reflection.

Il progetto è stato sviluppato dal Brand Ambassador Mattia Cilia in collaborazione con il bar team del The St. Regis Venice, guidato da Ludwig Negri e Facundo Gallegos, con trascorsi in alcuni dei principali cocktail bar europei, tra cui il Connaught Bar di Londra. The Reflection sarà integrato nella cocktail list del The St. Regis Venice per tutta la durata della Biennale, e proposto anche nei bar e ristoranti dei Giardini e dell’Arsenale durante gli eventi ufficiali.

La scelta della base è il dato più interessante dal punto di vista di prodotto: Cilia ha selezionato l’Olive Grove Gin, la referenza più insolita della gamma, costruita su foglie d’olivo, olive e olio d’oliva da antichi uliveti italiani. Non si tratta di una aromatizzazione post-distillazione, ma di un approccio che porta l’olivo dentro il processo produttivo. Il cocktail sviluppa su questa base note di agrumi, ibisco e pompelmo, con un profilo che si evolve verso una persistenza sapida e mediterranea.

Dall’Umbria a Venezia, passando per il mondo

“Ciò che ha avuto origine come un rifugio familiare e una ammirazione silenziosa della cultura italiana si è evoluto nel tempo in una fonte di ispirazione creativa, plasmata dal paesaggio, dalle tradizioni e dalla comunità umbra”, sottolinea Mordant. “Quattro Gatti è il nostro modo di racchiudere in bottiglia lo spirito di questo luogo speciale. Essere nominati Gin Ufficiale della Biennale Arte 2026 è un onore che riflette profondamente chi siamo, la filosofia dietro il nostro gin e il legame speciale che ci unisce a Venezia e all’Umbria”.

Sullo sfondo resta dunque una storia familiare che con l’Italia intrattiene un rapporto che precede il brand di vent’anni. Simon Mordant ha rappresentato l’Australia come Commissario alla Biennale Arte nel 2013 e nel 2015 ed è oggi Global Ambassador della partecipazione australiana all’edizione in corso: un legame con Venezia e con l’Esposizione che spiega, almeno in parte, perché la Biennale sia stata scelta come palcoscenico per il lancio italiano.


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