Liguria

Gilberto Salmoni, ultimo sopravvissuto genovese ai lager: “Oggi nessuno in Europa come Hitler e Mussolini”

Genova. “Io non avrei mai fatto nascere un Hitler e un Mussolini. Per fortuna non abbiamo, nei Paesi a noi vicini, governi che siano simili a quelli di quel passato di inimicizie, di aggressioni. Era un modo di agire da persone veramente deprecabili. Persone così al governo in Europa non esistono, per fortuna“. Sono le parole di Gilberto Salmoni, 98 anni non ancora compiuti, ultimo sopravvissuto genovese ai lager nazisti. Oggi la sindaca Silvia Salis gli ha conferito il Grifo del Comune di Genova nella cerimonia a Palazzo Tursi che ha aperto le celebrazioni per il Giorno della Memoria.

Salmoni, nato a Genova nel 1928 da famiglia ebrea, fu arrestato nel 1944 dai repubblichini mentre tentava di scappare in Svizzera coi genitori e i fratelli. Fu deportato prima a Fossoli e poi nel campo di Buchenwald, da dove riuscì a tornare dopo la liberazione ad opera degli americani. “Non penso tanto al cattivo passato che ho avuto come prigioniero in un campo di concentramento, sono morte decine di migliaia di persone, per fortuna ormai è una cosa lontanissima“, dice davanti ai microfoni.

Nonostante le guerre e i genocidi tuttora in corso, Salmoni vede ancora un mondo migliore di quello in cui è cresciuto: “L’Europa è diventata un’unione di Stati che sono amici, che discutono, non sempre sono tutti d’accordo su tutto, però c’è una vicinanza pacifica e questa è una grande vittoria. Quando ero bambino ho dovuto sopportare queste uscite di Mussolini, che voleva fabbricare una grande nazione assalendo gli altri, quelli disarmati in Africa, cose veramente poco umane. Adesso viviamo in una società di persone amiche”. Un messaggio ai giovani? “Che apprezzino questa società in cui viviamo, e anche la società dei paesi vicini. Se vedono che ci sono inimicizie tra uno Stato e l’altro, che lavorino per cancellare queste inimicizie e trovare una soluzione, magari non piacevolissima per tutte le parti in causa, però che evitino uno scontro come quello degli anni in cui eravamo ragazzi”.

gilberto salmoni

Meno ottimista è la lettura della sindaca Salis, che ha posto l’accento sulla strettissima attualità: “Per noi la memoria non è solo qualcosa che riguarda il passato, ma è un allenamento che bisogna portare avanti ogni giorno. Vediamo immagini di persone giustiziate per strada, non di culture che riteniamo lontane dalla nostra o di modi di governare lontani dal nostro: sta succedendo negli Stati Uniti in questi giorni. Il clima è molto preoccupante e in questo clima continuare a ricordare e a marcare la differenza tra le istituzioni democratiche e le derive autoritarie penso che sia un esercizio mai scontato e sempre necessario”.

Poi, durante la cerimonia, la prima cittadina non ha lesinato un affondo politico: “Sono molto orgogliosa di essere politicamente sostenuta da una maggioranza che al suo interno non ha spazio per la nostalgia e per il fascismo. Nella nostra maggioranza non esistono partiti che pensano che sia il caso, con un ruolo istituzionale, di farsi selfie col mezzobusto di Mussolini. Mai nessuno della nostra maggioranza, neanche a 18 anni, ha pensato che Mussolini sia stato un grande statista e questo fa la differenza. Non siamo tutti uguali. Non ricordiamo tutti le cose nello stesso modo e non difendiamo tutti la memoria nello stesso modo. E quantomeno non c’è lo stesso tipo di tolleranza”.

salmoni grifo genova

Dobbiamo essere grati a chi come Gilberto ha portato avanti la memoria, dobbiamo essere noi stessi a continuare a portare avanti la memoria, non cedere mai al populismo, perché quello che abbiamo oggi, e la storia della famiglia Salmoni ce lo insegna, è qualcosa che possiamo perdere in ogni momento. In ogni momento. La democrazia va difesa con coraggio, con forza, con un impegno politico che non può mai abbassare la guardia su certi elementi. E va difesa riconoscendo dei campanelli d’allarme che in questo momento sono intorno a noi“, ha concluso Salis.

Presente anche Raffaella Petraroli Luzzati, presidente della comunità ebraica genovese: “Più volte nel corso di eventi che ci hanno riguardato Marco Bucci, già sindaco di Genova, ha chiesto espressamente scusa alla comunità ebraica a nome della città di Genova, per non aver saputo né voluto opporsi alla deportazione di più di 200 suoi concittadini ebrei colpevoli soltanto, secondo una terribile definizione spesso ripetuta dalla senatrice Liliana Segre, di essere nati. Il riconoscimento che oggi viene consegnato a Gilberto Salmoni chiude il cerchio della compartecipazione e della solidarietà. Grazie ancora alla sindaca, nella speranza che questo apprezzabile gesto istituzionale serva anche a far meditare i nostri concittadini sull’orrore che può essere generato ancora oggi da parole e gesti di odio, di aggressività e di discriminazione come quelle subite purtroppo negli ultimi tempi“.

“La gratitudine che intendo esprimere alla città di Genova e alla nostra sindaca è enorme in un momento come questo che stiamo vivendo, che io mi ostino a qualificare come temporanea sospensione della democrazia – ha commentato Filippo Biolé, presidente ligure dell’Aned, l’associazione degli ex deportati – perché non voglio pensare che la conquista per eccellenza, a seguito della fine del secondo conflitto mondiale, possa essere perduta, benché attorno a noi non facciano che prodursi i gravi crimini che mettono in l’ordine costituito”. Biolé ha poi ricordato che Salmoni fu l’ultimo a vedere suo zio Bruno De Benedetti a Fossoli, prima che i loro destini si separassero: “Io guardo i suoi occhi e so che quei suoi occhi hanno visto mio zio e hanno visto l’orrore”.

“Con Gilberto, prima ancora che venisse istituito il Giorno della Memoria, avviammo una amicizia fraterna e iniziammo insieme quel percorso che ci portò con tanti giovani a riannodare i fili di una storia che non va archiviata, perché il passato ci appartiene per intero: nelle sue pagine più luminose come in quelle più cupe e terribili – ricorda Mino Ronzitti, presidente dell’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea -. Spetta a noi la responsabilità di conoscerla affinché ci sia di lezione, di monito e di incoraggiamento per affrontare le gravose sfide di un presente che ci inquieta, che pare regredire verso nuove barbarie come ha detto il presidente Sergio Mattarella. Gilberto è l’ultimo sopravvissuto genovese ai lager nazisti, la sua testimonianza ci ha guidato per molti anni, il suo insegnamento continuerà a indicarci la via maestra della democrazia, della giustizia e della pace, che mai possono essere disgiunte dal rispetto dei diritti e della dignità della persona”.




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