Scienza e tecnologia

GIGABYTE supporta le memorie CQDIMM: fino a 256 GB di RAM DDR5

GIGABYTE sta cercando di ridefinire i limiti delle prestazioni dei PC, gaming e business, puntando su nuove tecnologie integrate e soprattutto sull’intelligenza artificiale locale. Invece di affidarsi esclusivamente al cloud, la nuova strategia porta una potenza di calcolo estrema direttamente sulle nostre scrivanie, diventando più utile e più attenta alla privacy.

Al CES 2026 sono state presentate diverse innovazioni per il mondo informatico, alcune legate in particolare alla memoria DDR5 e ai nuovi sistemi pensati per chi sviluppa modelli complessi in autonomia. Scopriamo insieme tutte le novità in serbo, che si legano a doppio filo anche ai nuovi notebook GIGABYTE di cui vi abbiamo parlato in questo articolo dedicato.

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GIGABYTE Z890 AORUS Tachyon ICE CQDIMM Edition

Cominciamo parlando di memorie e schede madri. Fino a oggi, chiunque cercasse di spingere la capacità della RAM oltre certi limiti doveva rassegnarsi a un calo drastico delle frequenze. Abbiamo visto spesso come l’installazione di moduli da 128 GB costringesse il sistema a lavorare a velocità decisamente inferiori rispetto al potenziale dei singoli banchi.

Con la nuova tecnologia CQDIMM (Clocked Unbuffered Dual In-Line Memory Module), presentata al CES 2026, c’è un primo tentativo concreto di abbattere questa barriera storica.

Sulla nuova scheda madre GIGABYTE Z890 AORUS Tachyon ICE CQDIMM Edition, che supporta appunto questo nuovo standard, la combinazione tra hardware e firmware permette di raggiungere lo standard DDR5-7200, con una capacità totale fino a 256 GB ottenuta con soli due moduli.

Questo risultato è possibile grazie a un nuovo design dei circuiti sulla scheda, che riduce il carico sui canali di memoria e migliora l’integrità del segnale. L’ottimizzazione passa però anche attraverso il BIOS, che ora gestisce in modo più intelligente i tempi e la sincronizzazione della tensione.

Per garantire che queste innovazioni arrivino effettivamente sul mercato, sono già in corso collaborazioni con partner come ADATA, Kingston e TeamGroup, tra i maggiori produttori di RAM al mondo.

GiMATE e le altre ottimizzazioni software

Ci sono però molte altre tecnologie di nuova generazione che l’azienda sta per inserire in alcuni dei suoi prodotti informatici, soprattutto in termini di software e ottimizzazioni sotto al cofano.

L’integrazione software rappresenta infatti l’altro pilastro della strategia di GIGABYTE per il 2026. Tutto si basa sulla suite software GiMATE, che sta per diventare un assistente virtuale integrato nei laptop, che si attiva direttamente tramite comandi vocali immediati.

Questo strumento si sdoppia nelle versioni GiMATE Creator e GiMATE Coder, pensate per chi scrive codice o produce contenuti multimediali. L’idea consiste nel fornire supporto solo quando serve, evitando automazioni invadenti che disturbano il lavoro dell’utente.

Sul fronte dell’ottimizzazione pura, la tecnologia X3D Turbo Mode 2.0 gestisce in autonomia il bilanciamento tra prestazioni e temperature per le schede madri che supportano i processori AMD Ryzen con tecnologia 3D V-Cache. Questo sistema utilizza logiche basate sull’uso reale del PC, evitando che l’utente debba intervenire manualmente sui parametri tecnici.

Chiude il cerchio l’applicazione GPU Selector, che permette di decidere quale scheda video debba gestire specifiche operazioni. Una funzione utile soprattutto sui laptop da gaming, per chi deve gestire carichi di lavoro intensi mantenendo la massima prevedibilità delle prestazioni.

Nuova serie GIGABYTE AI TOP

Per quanto riguarda il settore dei PC e delle workstation per l’AI, GIGABYTE ha novità molto accattivanti.

L’intento di spostare l’intelligenza artificiale dal cloud ai dispositivi locali guida l’intera offerta presentata a Las Vegas. Per questo è molto importante l’espansione della serie AI TOP, che ora include soluzioni specifiche per la gestione locale dei dati senza passare da server remoti.

Il modello GIGABYTE AI TOP 500 punta alle medie imprese con il supporto a modelli complessi fino a 405 miliardi di parametri. Per i singoli ricercatori o le startup, il sistema AI TOP 100 permette invece di lavorare sul fine-tuning di modelli linguistici estesi fino a 110 miliardi di parametri.

Il pezzo forte della collezione è GIGABYTE AI TOP ATOM, una workstation compatta dedicata alla prototipazione e all’inferenza locale. Questo sistema adotta il superchip NVIDIA GB10 Grace Blackwell, che garantisce prestazioni dichiarate di 1 petaFLOP.

Molto utile la possibilità di collegare più sistemi in cluster attraverso connessioni Ethernet o Thunderbolt per scalare la potenza di calcolo.

Mettendo insieme due unità ATOM, il sistema può infatti gestire modelli che arrivano a 405 miliardi di parametri.

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