Marche

giardiniere non pagato, vince la causa


FILOTTRANO – Era accusato di aver fatto seccare piante e alberi secolari, fino a mettere a rischio la palma simbolo di Villa Gentiloni, a Filottrano. Ma per il Tribunale di Ancona quelle accuse non hanno retto. La società proprietaria della storica residenza dovrà versare oltre 36mila euro al giardiniere per fatture non pagate.

I fatti

La vicenda nasce da un rapporto avviato nel 2019 per la manutenzione del parco della villa. Secondo la proprietà, fino alla fine del 2021 il servizio sarebbe stato soddisfacente. Nel 2022, invece, sarebbero iniziati i problemi: manutenzioni settimanali saltate o svolte senza la dovuta accuratezza, potature non a regola d’arte, essenze rovinate e un principio di essiccamento di quattro alberi secolari. Nel racconto della società entra anche la palma storica presente nello stemma della villa: la ditta – sostengono i proprietari – stava per procedere al taglio, evitato solo grazie all’intervento di un agronomo. Da qui la rottura del rapporto, formalizzata con raccomandata del 27 giugno 2022, e la richiesta di danni per 48mila euro: 38mila per il verde e 10mila per due eventi persi tra giugno e luglio 2022 a causa delle condizioni del parco. La ditta di giardinaggio, difesa dall’avvocato Massimo Montaruli, ha sempre respinto le accuse: lavori svolti regolarmente, nessuna contestazione specifica durante il rapporto e nessuna intenzione di abbattere la palma.

Anzi, secondo la sua versione, si stava cercando di salvarla. Quando le fatture non vengono pagate, la ditta si rivolge al giudice. La società proprietaria della villa, assistita dall’avvocato Fabrizio Belfiore, presenta opposizione. In tribunale, il racconto accusatorio non basta. Per il giudice le contestazioni sono rimaste generiche, senza indicare con precisione quali operazioni sarebbero state omesse o svolte male, in quali settimane e con quale trattamento ritenuto errato. La relazione dell’agronomo, non chiamato dalla difesa a riferire in aula, è ritenuta tardiva e soprattutto, secondo il giudice, non offre una fotografia attendibile dello stato del giardino all’epoca dei fatti (luglio 2022).

Viene quindi sentito un dipendente della ditta, che sulla palma esclude l’ipotesi di abbattimento, anzi riferisce di tentativi di recupero. Quanto ai pini secolari, lo stesso testimone aggiunge che il peggioramento potrebbe dipendere anche dall’interruzione delle cure o da interventi successivi di altri. Alla luce di questi elementi, il Tribunale ha rigettato l’opposizione e condannato la società proprietaria al pagamento delle fatture dovute, oltre interessi e spese legali.




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