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Giallo di Pietracatella, parla il fratello di Antonella: “Voglio la verità per mia sorella e mia nipote” | isNews

L’intervista esclusiva di Quarto Grado. L’uomo respinge l’ipotesi della pista ‘familiare’: “Secondo me non c’entra nulla” E ancora: “Mia nipote e mio cognato li conosco bene, non farebbero mai del male”


PIETRACATELLA. “Prima di tutto voglio la verità, per mia sorella e per mia nipote”. Inizia così l’intervista esclusiva realizzata dalla trasmissione di Rete4 ‘Quarto Grado’ il fratello di Antonella Di Ielsi e zio di Sara De Vita, morte al Cardarelli di Campobasso il 27 e 28 dicembre dello scorso anno, per quello che potrebbe essere un avvelenamento da ricina. Sul caso, ancora avvolto dal mistero, la Procura di Larino ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato.

L’uomo ha ripercorso le ultime ore prima della tragedia. Era presente alla Vigilia di Natale, l’ultimo momento condiviso con le vittime: “Era tutto normale. Mia sorella era tranquilla, non c’era nulla che facesse pensare a quello che sarebbe successo dopo”.

Sul tavolo degli inquirenti, come noto, c’è la ricina, una sostanza altamente tossica. “So che esiste l’olio di ricino – ha detto ancora –  ma non conosco né la pianta e nemmeno il resto. Non ne ho idea, sono cose che uno non si immagina neanche”.

Al fratello di Antonella è stato poi chiesto: cosa prova quando sente parlare di “pista familiare” ? “Non lo so se è una cosa di routine – ha detto –  però secondo me non c’entra nulla”. Una ipotesi dunque respinta. Senza esitazione.  E difende apertamente i suoi familiari: “Mia nipote e mio cognato li conosco bene, non farebbero mai del male”.

Intanto continuano senza sosta le indagini della Squadra Mobile, guidata da Marco Graziano, per fare piena luce su una vicenda ancora tutta da capire. Al momento, come noto, il fascicolo sul giallo di Pietracatella resta contro ignoti e dunque al momento non ci sono indagati.


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