Lazio

“Giacomo Matteotti e Mauro Del Giudice: l’idea che non muore”

Le celebrazioni per il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti hanno coinvolto, in tutta Italia, istituzioni e associazioni impegnate nella tutela della memoria democratica del Paese. In questo contesto, la legge 10 luglio 2023, n. 92 ha individuato i Comuni di Vieste e Rodi Garganico tra i luoghi prioritari per la realizzazione di iniziative commemorative, riconoscendoli ufficialmente come luoghi della memoria “matteottiani”.

Tale riconoscimento è strettamente legato alla figura del magistrato garganico Mauro Del Giudice (1857-1951), protagonista dell’Istruttoria del  primo Processo Matteotti. Nato a Rodi e residente (dopo il pensionamento) a Vieste, Del Giudice aveva istruito con straordinario coraggio l’inchiesta sull’assassinio del deputato socialista nel 1924, tentando di risalire alle responsabilità dei mandanti politici del delitto, fino a coinvolgere i vertici del regime fascista.

All’epoca presidente della sezione d’accusa della Corte d’Appello di Roma, Del Giudice resistette a fortissime pressioni e minacce, puntando a dimostrare il coinvolgimento diretto di Benito Mussolini e di altri esponenti di primo piano del fascismo.

Proprio per la sua indipendenza e fermezza, fu ostacolato dal regime e rimosso dall’incarico con il trasferimento forzato a Catania (promoveatur ut amoveatur), prima della conclusione dell’istruttoria. Il processo venne quindi spostato a Chieti e si concluse nel 1926 con pene lievi per gli esecutori materiali, di fatto insabbiando la verità sui mandanti.

Decisiva fu, nel 1944, la testimonianza resa da Del Giudice dinanzi al pretore di Vieste, su richiesta dell’Alto Commissariato per i reati fascisti.

Essa contribuì alla cassazione della precedente sentenza e all’apertura del nuovo Processo Matteotti del 1947, che portò finalmente a condanne esemplari per gli assassini. Nel dopoguerra, stabilitosi a Vieste, Del Giudice affidò alle sue opere – in particolare alla “Cronistoria del Processo Matteotti” – una ricostruzione rigorosa e drammatica dell’inchiesta, svelandone i retroscena più inquietanti e mantenendo viva la memoria di uno dei più gravi delitti politici della storia italiana.

A seguito della pubblicazione del volume di Teresa Maria RauzinoIl magistrato che fece tremare il Duce. Mauro Del Giudice: Memorie e Cronistoria del Processo Matteotti”, la figura di Del Giudice è stata oggetto di una rinnovata attenzione storiografica ed è oggi riconosciuta come simbolo di indipendenza della magistratura di fronte alla violenza e all’arbitrio del regime fascista.

Nel 2024, anno del Centenario dell’uccisione di Giacomo Matteotti, numerose iniziative commemorative si sono svolte anche a Rodi Garganico, con la partecipazione di Elena Matteotti e del direttore dell’Archivio storico del Senato, Giampiero Buonomo.

La Sezione Gargano della Società di Storia Patria per la Puglia e la Lega Navale di Vieste, con il patrocinio del Comune di Vieste, hanno ritenuto doveroso promuovere anche nella città garganica un momento di riflessione e memoria, organizzando l’evento “Giacomo Matteotti e Mauro Del Giudice: l’idea che non muore, che prevede un incontro con studenti, docenti e cittadinanza.

Interverranno, tra gli altri, il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, il presidente della Lega Navale di Vieste Luca Ercolino, Teresa Maria Rauzino – presidente della Sezione Gargano della Società di Storia Patria per la Puglia – e gli studiosi di Storia Patria Franco Ruggieri e Michele Eugenio Di Carlo. Ospite d’onore sarà Elena Matteotti, nipote di Giacomo Matteotti.

La manifestazione si terrà venerdì 13 febbraio 2026, alle ore 10, presso la sede della Lega Navale di Vieste, sul Porto – Molo Sud.

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