Economia

“Gestione lacunosa di The Italian Sea”: la lettera con le accuse dell’ex consigliera al cda

MILANO – «Egregi signori, le notizie comunicate al Cda dall’ad il 18 febbraio hanno rivelato una lacunosa gestione della società, sorprendente e contrastante con quanto negli anni rappresentato al Consiglio e alla sottoscritta». È l’inizio della lettera con la quale la top manager di Armani, Laura Tadini, il 27 febbraio ha spiegato al cda di The Italian Sea Group (Tisg) le proprie dimissioni.

Le due date coincidono con due snodi cruciali per il gruppo di yacht: il 18 febbraio, Tisg annuncia «extra budget nella maggioranza delle commesse», con impatti negativi sulla cassa. Da qui il prestito soci da 25 milioni da parte dell’ad e primo azionista, Giovanni Costantino. Mentre il 27 febbraio, Tisg annuncia le dimissioni di tre consiglieri: oltre a Tadini, il presidente Filippo Menchelli e il suo vice Marco Carniani. In una nuova nota del 2 marzo, la società accusa alcuni manager, anche apicali, di irregolarità all’insaputa dell’ad e del cda. Venerdì 6 marzo poi Tisg nomina come consigliere non indipendente Pietro Smeriglio e domanda a Borsa Italiana l’esclusione dal segmento Star, che richiede requisiti stringenti di liquidità, trasparenza e governance, per avere «maggiore flessibilità operativa».

Pur non rientrando tra coloro che vengono accusati di irregolarità, Tadini ha preferito chiamarsi fuori dal cda, perché «la gravità della situazione richiede prima di tutto un cambio di passo gestionale. Ho dovuto invece constatare che questo cambio di passo non è avvenuto». Tadini è deputy managing director – global chief people officer della Giorgio Armani Spa, che ha il 4,99% di Tisg e un accordo di collaborazione con il gruppo


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