Economia

Geotermia: dal calore della terra energia per case, imprese e territori


Tra le fonti rinnovabili, la geotermia spicca per la capacità di garantire la continuità della generazione elettrica, e indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. È una tecnologia antica ma sempre più moderna, che sfrutta il calore naturale del sottosuolo per produrre elettricità e calore per le comunità locali. Infatti, accanto alla generazione elettrica, oggi la geotermia italiana alimenta reti di teleriscaldamento, aziende agricole e serre, processi industriali e persino strutture turistiche, trasformandosi in una risorsa per l’intero territorio. Per Enel Green Power, società del gruppo Enel, che in Italia, a Larderello, gestisce il più grande parco geotermico europeo, il calore del sottosuolo rappresenta una risorsa stabile e rinnovabile, capace di garantire energia continua e contribuire al benessere delle comunità locali. Secondo le stime riportate da Enel e dall’Unione Geotermica Italiana, il sottosuolo italiano racchiude un potenziale di energia estraibile compreso tra 500 milioni e 10 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente, in grado di generare fino a 116 mila terawattora di energia. Oggi la produzione si attesta intorno ai 6 TWh annui, pari al 5% della generazione totale da rinnovabili, ma il margine di crescita resta elevato.

Il principio di funzionamento è semplice: il calore accumulato negli strati della crosta terrestre profondi fino a 3.000 metri tramite pozzi viene estratto sotto forma di vapore per azionare le turbine e quindi gli alternatori, che producono elettricità. Il calore residuo – nel vapore in uscita dalle turbine – viene raccolto e distribuito per teleriscaldamento e usi termici diretti. Le tecnologie più recenti adottano sistemi a ciclo binario, che permettono di sfruttare risorse a temperature più basse, aumentando così la risorsa geotermica utilizzabile. Grazie ai sistemi di monitoraggio ambientale avanzati, gli impianti sono oggi in grado di ottimizzare la gestione dei fluidi geotermici, minimizzare l’impatto sul territorio e garantirne la compatibilità con gli ecosistemi locali.

Ma la geotermia non è solo una preziosa risorsa energetica, rinnovabile e affidabile. In Toscana, infatti, dove si concentra la maggior parte della produzione geotermica nazionale, le reti alimentate da Enel servono oltre 13 mila utenze, tra abitazioni, scuole, uffici e aziende, e riscaldano.

Il teleriscaldamento è impiegato anche da aziende agricole e florovivaistiche, con oltre 26 ettari di serre, che coltivano tutto l’anno riducendo il consumo di combustibili fossili e le emissioni di CO2. Sempre in Toscana, nelle aree di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina e Radicondoli, il calore geotermico alimenta impianti di teleriscaldamento urbano e processi industriali a bassa temperatura.

La geotermia sostiene anche la filiera turistica: ogni anno decine di migliaia di visitatori esplorano le zone geotermiche della cosiddetta “Valle del Diavolo”, tra Larderello, Sasso Pisano e Monterotondo Marittimo, i poli museali e i percorsi naturalistici, che raccontano la storia di oltre un secolo di geotermia italiana. Il calore naturale del sottosuolo oltre a essere una fonte di energia con una lunga storia, è soprattutto una risorsa viva e strategica per la transizione energetica e per i territori che la ospitano.


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