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Genova: polemiche per maxischermo con ‘Sì’ durante silenzio elettorale

“Vuoi sposarmi?” “Sì!”. Uno spot sul grattacielo più alto di Genova diventa un caso nel giorno del voto per il referendum costituzionale. Mezza città vede in quell’annuncio una palese violazione del silenzio elettorale, tanto che dalla prima mattina foto e video cominciano a rimbalzare nelle chat di associazioni e partiti impegnati per il No, che si attivano anche presso la polizia municipale. Alla polemica replica l’editore di Primocanale Maurizio Rossi, proprietario del maxischermo: “Nessuna violazione del silenzio elettorale, è solo una pubblicità per matrimoni”.

Un passo indietro. L’annuncio comincia a fare discutere nelle prime ore di domenica mattina. Rimbalza in tante chat, viene notato e segnalato da vari appartenenti a partiti di centrosinistra, è oggetto di discussione in gruppi della Cgil e dell’Anpi, di privati cittadini. Il Fatto Quotidiano pubblica la notizia quando è già oggetto di larga attenzione. Fra chi interviene sui social c’è Alessandra Volpe, avvocata penalista e presidente del comitato genovese degli avvocati per del No. Volpe, volto pubblico della campagna referendaria cittadina, denuncia una violazione del silenzio elettorale.

Dopo il suo post Volpe riceve una telefonata: “Mi ha chiamato una persona che si è presentata come Maurizio Rossi. Da un lato ha contestato cosa avevo scritto, ma contemporaneamente mi ha assicurato che avrebbe fatto togliere subito la pubblicità”. Da Primocanale arriva però un’altra versione: “Ho sentito io l’avvocato Volpe – spiega il direttore Matteo Angeli – Le ho chiesto di cancellare il post e non le ho detto che avremmo tolto la pubblicità, ma che avrei provato a dirlo a Rossi, che però poi mi ha detto di no”. Il numero di telefono è in effetti quello di Angeli, sebbene Volpe si dica certa che a parlare non fosse il giornalista televisivo, di cui conosce voce e volto, ma qualcuno che si era qualificato come l’editore. L’avvocata dice che non le è stato chiesto di cancellare il post, ma le è solo stato assicurato che la pubblicità sarebbe stata tolta. Sia come sia, secondo vari testimoni, l’annuncio per qualche ora non compare più sui maxi-schermi, per ricomparire più tardi nel pomeriggio.

Nel frattempo Maurizio Rossi fornisce la sua versione in un lungo articolo firmato sul sito di Primocanale, in cui minaccia querele: “Tale avvocato Volpe – scrive Rossi – esce questa mattina con un post su Facebook che insinua che la pubblicità sul maxi schermo sopra Terrazza Colombo che recita “Mi vuoi sposare? Sì a Terrazza Colombo” violi il silenzio elettorale. Pensavo fosse uno scherzo di Matteo Angeli, direttore di Primocanale, mentre poi mi viene chiesto di sospendere questa pubblicità perché ci sarebbero ipotesi di denuncia per violazione del silenzio elettorale legandolo al referendum. Poi mi viene mandato un articolo sul Fatto Quotidiano di Marco Grasso il quale sostiene: ‘Difficile non vedere una macroscopica violazione del silenzio elettorale nel messaggio che campeggia da stamattina sullo schermo di Terrazza Colombo a Genova….’ (…) Informo intanto tutti coloro che hanno scritto cose del tutto inesatte che la campagna deriva dal fatto che il Comune della sindaca Silvia Salis ha autorizzato Terrazza Colombo come ‘casa comunale’ e che quindi ci si può sposare in Terrazza in alternativa a Palazzo Tursi. La campagna, informo Grasso, è partita il 3 di marzo su maxi, tv e web. E i messaggi sono sempre identici. Sino a oggi nessuno ha mai detto alcunché sino a questa mattina dove in modo inaccettabile vengo accusato di aver studiato lo spot per condizionare il referendum (chissà che il risultato nazionale si modifichi grazie a un “sì” per sposarsi!). Primocanale, io come editore e il direttore Angeli, penso sia evidente abbiamo gestito con estrema correttezza le ragioni del “sì” e del “no” con dibattiti equilibrati. Mai e poi mai abbiamo preso posizione e tantomeno lo fa il maxi di Terrazza Colombo di cui rispondo io e non certo Angeli”.

Insomma, la malafede starebbe solo negli occhi di chi guarda (mezza città). Il maxi-schermo al centro delle polemiche è lo stesso già finito nell’inchiesta sulla corruzione a Giovanni Toti condotta dalla Procura di Genova. Secondo i pm sul maxischermo di Terrazza Colombo erano transitati spot elettorali finanziati in modo occulto da Esselunga in favore della Lista Toti per Bucci, contestati come corruzione. Primocanale, a sua volta, riceveva sovvenzioni pubbliche dalla Regione Liguria guidata da Toti. In quella vicenda Rossi, indagato per finanziamento illecito, ha ottenuto la messa alla prova.


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