Liguria

Genova “città dei 15 minuti”, approvate le linee di indirizzo: “Edifici pubblici in disuso come poli di socialità”

Genova. Un nuovo passo avanti verso la realizzazione della “città dei 15 minuti”, il progetto presentato durante la campagna elettorale di Silvia Salis che prevede di ripensare il tessuto urbano come maggiormente a misura d’uomo, con tutti i servizi essenziali per i cittadini accessibili e in prossimità, entro la misura temporale simbolica di un quarto d’ora dalla propri abitazione. A compierlo la giunta comunale, che su proposta dell’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola e dell’assessore al Decentramento Amministrativo Davide Patrone ha approvato le linee guida per ridisegnare la città “a portata di mano”.

Una sfida particolarmente complessa per la nostra città, che in questo 2026 “festeggia” i primi cento anni dalla fondazione “Grande Genova”, vale a dire della fusione in un’unica entità territoriale dei comuni limitrofi al centro, oggi divenuti quartieri periferici. Una struttura policentrica che potrebbe non essere un’ostacolo, anzi: l’amministrazione comunale, infatti, intende inserire formalmente nel Puc i perimetri dei vari nuclei storici urbani che compongono la città per renderli a loro volta centro di una nuova rete di servizi essenziali per i cittadini.

La delibera non si limita però a una riorganizzazione geografica, ma definisce un percorso articolato per migliorare concretamente la vivibilità quotidiana attraverso la rigenerazione e il riuso degli spazi. L’amministrazione civica intende infatti mappare gli immobili pubblici in disuso e le aree dismesse per convertirli in nuovi poli di socialità, coworking e co-studying, contrastando così “l’isolamento sociale e favorendo l’aggregazione”. Sul fronte ambientale, la strategia prevede interventi mirati per l’adattamento climatico, come l’incremento di alberature e aree verdi per ridurre le “isole di calore” e una gestione più sostenibile delle risorse idriche.

commercio centri storici cittadini

Archivio: la mappa dei centri storici

Nel dettaglio la delibera punta ad “assegnare ai nuovi centri storici urbani una adeguata disciplina urbanistica, che possa tutelarne le peculiarità ed al contempo favorire il potenziamento dei servizi di prossimità e a sviluppare all’interno dei centri storici urbani ed in connessione con le vallate il Piano per la Eliminazione delle Barriere Architettoniche al fine di garantire accessibilità e inclusività a tutti i cittadini, mappare in ogni centro storico urbano ed in connessione con le vallate gravitanti attorno ad esso, gli immobili di proprietà pubblica in disuso al fine di valutare la loro riconversione a spazi di socialità”.

Un elemento centrale del provvedimento sarà il coinvolgimento diretto dei cittadini. Sono previsti infatti tavoli di partecipazione e co-progettazione con i Municipi per individuare i nuovi servizi di prossimità, seguendo il modello sperimentale già avviato nel Centro Est. Inoltre, per ogni centro storico urbano verrà individuato un “progetto bandiera” di rigenerazione urbana, da realizzarsi in via prioritaria per mostrare concretamente i benefici di questo nuovo modello.




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