Genova aderisce alla rete Siti storici dei Grimaldi di Monaco: “Investiamo in progetti condivisi”

Genova. Su proposta dell’assessora al Turismo e Marketing Territoriale Tiziana Beghin e dell’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, la giunta ha deciso di aderire all’associazione Siti Storici Grimaldi di Monaco per l’annualità 2026 e successive.
L’associazione, il cui presidente onorario è il principe Alberto II di Monaco e il presidente operativo il sindaco di Mentone, è stata istituita nel 2015 con l’obiettivo di riunire tutti i Comuni francesi e italiani che nella loro storia hanno avuto un rapporto con la famiglia Grimaldi di Monaco, promuovendone e valorizzandone il patrimonio storico, culturale e turistico.
Su incarico del principe Alberto II, il sindaco di Dolceacqua Fulvio Gazzola ha inoltre promosso la costituzione di un’associazione italiana formata esclusivamente da soggetti pubblici e privati, con la finalità di rafforzare ulteriormente le attività culturali e ricreative connesse alla rete dei siti storici Grimaldi, valorizzandoli sul piano storico, culturale, turistico, ambientale e di sviluppare un progetto di promozione turistica e culturale di respiro internazionale, facendo leva sul Principato di Monaco per garantire visibilità e opportunità ai territori aderenti, ai loro luoghi simbolo e ai prodotti tipici.
“L’adesione all’associazione rappresenta un’importante opportunità per consolidare il posizionamento internazionale di Genova – commenta l’assessora Tiziana Beghin – La rete dei siti storici grimaldini consente di sviluppare sinergie strategiche con altre realtà italiane e francesi, valorizzando il nostro patrimonio storico e culturale e promuovendo Genova come destinazione di eccellenza nel panorama turistico europeo”.
“Genova è storicamente legata alla famiglia Grimaldi e il nostro patrimonio architettonico e documentale ne conserva tracce significative – aggiunge l’assessore Giacomo Montanari – Entrare e rinnovare con convinzione la partecipazione a questa rete significa investire in progetti culturali condivisi, nella ricerca storica e nella costruzione di percorsi di valorizzazione capaci di coinvolgere cittadini e visitatori in un racconto identitario forte e riconoscibile a livello internazionale”.




