Liguria

Genoa – Torino, la conferenza stampa di De Rossi pre-gara


Genova. Ultimo scontro diretto con squadre di bassa classifica in casa per il Genoa contro un Torino che in questo campionato sta vivendo molti alti e bassi. Lo sa bene Daniele De Rossi, che nella conferenza stampa pre-gara dice: “È una squadra che ha avuto difficoltà, ma è sempre riuscito a tirarsi fuori da questi momenti con delle prestazioni positive, con delle vittorie. È una squadra che potrebbe avere più punti per quello che ha dimostrato, per il valore che ha, me l’aspettavo un po’ più in alto in classifica, ma di sicuro è molto temibile per i valori, anche dell’allenatore, che stimola, che è capace a stare anche in queste posizioni di classifica per quello che ha fatto negli ultimi anni e quindi è un avversario tostissimo”.

Non ci sarà Otoa, che ha subito una distorsione alla caviglia in allenamento. “Nulla di preoccupante”, commenta De Rossi.

De Rossi e il Genoa vogliono vincerla: “È il risultato che noi cerchiamo di raggiungere sempre, ci abbiamo provato in maniera diversa anche nelle ultime partite, soprattutto nell’ultima dove forse l’avremmo meritato. Certo, al novantesimo se stiamo 0-0 non mando il portiere a saltare di testa, anche perché gli allenatori con più esperienza ci hanno fatto vedere che le partite che non si possono vincere non si devono perdere e penso che abbiamo tutti analizzato e accettato e apprezzato anche la presa di posizione degli arbitri in merito alle ultime partite che abbiamo vissuto”.

L’importanza del punto, del pareggio, nell’economia di una stagione un po’ sfortunata è comunque fondamentale.

Grazie al mercato di gennaio e al rientro di alcuni giocatori come Messias, la scelta a centrocampo a livello di qualità è ampia: “Per me è fondamentale avere qualità, non fine a se stessa. Ormai diventa difficile da far risaltare in questo campionato così fisico e tattico, ma la qualità dei giocatori in generaleè la base. E un giocatore che sa controllare la palla, sa spostarsi e allontanarsi dall’avversario, è già un giocatore che mi salta all’occhio quando lo guardo e dal quale posso partire, poi si va a valutare la condizione fisica, la struttura e anche l’intelligenza calcistica. Penso che abbiamo un esempio lampante di chi sta facendo bene, pur partendo dalla base di squadra piccola provinciale: è il Como. È vero che fanno dei mercati molto importanti, ma li fanno anche altre squadre, e si ritrovano sempre con dei giocatori che sembrano sempre sprecati. Nel Como il filo conduttore mi sembra quello: mettono sempre giocatori di qualità, non riesco a vedere un giocatore del Como che non abbia qualità, non perché noi dobbiamo essere per forza come il Como, ma secondo me bisogna anche osservare e guardare chi fa bene nel nostro campionato che è considerato fisico, pieno di squadre che giocano uomo contro uomo, che è molto tattico. È una cosa che ci aiuterà, spero il più fretta possibile, ogni tanto fantastico un po’ con il direttore o da solo prima di andare a letto e mi immagino un Genoa molto forte l’anno prossimo che parte dalla qualità”.

Il Genoa in casa è tornato solido: “Mi fa piacere vedere delle belle serate, delle belle nottate, dei bei pomeriggi al Ferraris con i nostri tifosi, i giocatori lo meritano in primis e io mi godo lo spettacolo quando tiriamo fuori una bella prestazione in casa. È importante perché quando sono venuto qui ho detto sì, abbiamo tre punti, non ero preoccupato per niente perché vedevo una squadra forte, una società organizzata, perché sapevo di poter contare sul fattore Ferraris. L’unica cosa che non mi piaceva moltissimo era il calendario perché sapevo che avremmo avuto nella seconda parte tanti scontri diretti fuori casa e tante partite comunque difficili da vincere in casa. È vero che c’erano tutte le partite difficili da giocare, però insomma avendo fatto pochi punti tra Lecce, Parma, Cremonese, Pisa quando sono arrivato io, ero un pochino preoccupato dal calendario. Il fattore casa può valere in questo verso: dobbiamo cercare di fare punti anche con squadre che sulla carta sono alla nostra altezza o superiori ancora, come eravamo riusciti a fare con il Napoli”.

Alzare la qualità significa proporre magari la coppia Messias Baldanzi insieme? “Sì, possiamo farlo: abbiamo già giocato con Messias e Malinovskyi. Ruslan adesso lo vedete in questa veste, è un giocatore molto offensivo. Ruslan sta cambiando il suo raggio d’azione, forse anche il suo baricentro, ha fatto un’ottima partita l’altro giorno ed è anche una cosa che mi stuzzica molto lavorarci con questa sua trasformazione, ma loro possono giocare insieme assolutamente, troverà spazio anche Amorim. Per me la vera differenza è il fatto che ne metto uno forte e ne levo uno forte, è quello che mi rende più felice di questa squadra. Levo due attaccanti forti e ne metto due forti, levo Messias domenica e metto Baldanzi, levo Malinovskyi e ne metto Amorim. Poi può succedere viceversa, è un percorso che stiamo facendo insieme. Le partite pesano molto, c’è un inserimento da fare, ma sono contento del livello di qualità che hanno i miei giocatori”.

Proprio Amorim si sta inserendo bene, spiega De Rossi: “Lui ha personalità e voglia. Levare qualcuno di importante per noi, con cui abbiamo fatto tanti punti, siamo undicesimi da quando sono arrivato io, non è facile. Amorim va nella direzione dove voglio portare la squadra: è dinamico, si sposta, non è un regista fermo. È forte. Però di levare quei tre ci devo pensare. Ruslan fa assist, gol, si rende pericoloso, ha mentalità”.

Mettere insieme Messias, Baldanzi, Malinovskyi, Vitinha e Colombo invece sarebbe un grande azzardo: “Con Ruslan davanti alla difesa e Messias e Baldanzi mezzeali sarebbe una formazione molto bella e romantica, ma si fa fatica a tenere fuori Frendrup, perché vede il pericolo prima degli avversari, previene. Schierare un giocatore per spegnere incendi necessario secondo me”.

Tra i giocatori un po’ sottotono c’è Martin, ma De Rossi sottolinea: “Ci ha dato tantissimo e non solo, erroneamente abbiamo limitato l’analisi delle prestazioni di Martin per i calci piazzati, perché ha fatto tanti assist, invece secondo me ci ha dato molto in fase difensiva. Forse non è il momento migliore della sua stagione, ho parlato con lui, sa quanto io lo stimi, sa benissimo il motivo delle mie scelte che è legato solo ed esclusivamente al campo, a quello che penso possa darmi maggiori garanzie. Nella scelta di domenica scorsa sono stato in dubbio fino all’ultimo, non dico con chi, ma in dubbio”. Sull’errore di domenica commenta: “Era entrato da poco, in una partita convulsa, ci può stare a sbagliare una palla, almeno una palla a centrocampo, poi il destino ha voluto che si sia trasformata in un’azione molto pericolosa per noi”.

Anche Norton Cuffy, pur avendo avuto occasioni da gol, sembra meno propositivo: “Non so se è il fatto che giochiamo a 5. Dobbiamo trovare il modo di riaccenderlo. Lui è un giocatore fortissimo potenzialmente irresistibile. È un lavoratore, è curioso. Valutiamo tutte le soluzioni per vedere quale può essere il meglio per fargli sprigionare potenza che ha”.

Baldanzi, in un’intervista al Secolo XIX e a Buoncalcioatutti, ha dichiarato la volontà di essere riscattato dal Genoa: “Il fatto che lui lo dica pubblicamente − commenta De Rossi − mi piace, si è integrato nel gruppo, nella realtà genoana alla grande. È un ragazzo cambiato perché io l’ho preso dall’Empoli che era un bambino ed era molto timido. Invece qui lo vedo con più parlantina, tenta la giocata, mi piace questa dimensione e spero di poterla aggiungere qui insieme l’anno prossimo in Serie A. Mi piace giocare negli ultimi 30 metri avversari, è lì dove si fanno i gol, è lì dove si può essere pericolosi, dipende se sono d’accordo con i nostri avversari”.

Però De Rossi non dimentica l’importanza del blocco basso: “Ci lavoriamo, vogliamo che la squadra quando sta nel blocco in basso si comporti come una squadra provinciale, deve lottare per la salvezza perché a oggi è quello che siamo e quindi l’idea è una: non prendere gol. Hai fatto metà del tuo lavoro e i ragazzi se ne sono resi conto, sono dentro questa realtà, sono dentro questa mentalità, ho visto Messias aggredire, poi proteggere i centrocampisti, l’ho visto fare anche a Tommaso Baldanzi, lo fanno tutti quanti quelli che sono a disposizione. Anche Ruslan si sta sacrificando molto in fase di non possesso”.

 




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