Liguria

Genoa, le parole di De Rossi dopo la vittoria contro il Torino


Genova. Daniele De Rossi si complimenta coi suoi ragazzi nella conferenza stamp post-partita dopo la vittoria contro il Torino, a partire dalla disponibilità di Norton-Cuffy di giocare a piede invertito sulla fascia sinistra. “Noi allenatori siamo figli dell’atteggiamento dei giocatori, della positività che hanno. L’atteggiamento positivo e la disponibilità ti premiano, sembriamo allenatori geniali ma la differenza la fanno loro. Va bene la qualità, ma conta l’atteggiamento. Questi ragazzi sono meravigliosi sin dal primo giorno in cui sono arrivato”. Quello di oggi è un esperimento estemporaneo? De Rossi non si sbilancia: “Lui nasce esterno offensivo, no terzino no quinto, Senza pensare che sia una mossa tattica geniale basta mettere il giocatore a suo agio. Non ho amichevoli con squadre di serie C o dei boscaioli. Ti tappi il naso, lo butti dentro e vedi come va anche nell’atteggiamento”.

In questi giorni, confida De Rossi, era molto teso: “In questi ultimi giorni ero nervoso, teso. Ci tenevo tantissimo, ho visto una grande prestazione, secondo me. L’espulsione ci ha fatto credere che la partita fosse finita e nel secondo tempo siamo entrati un po’ più leggeri. Forse ho trasmesso l’elettricità sbagliata”. Per De Rossi il Torino non è più scarso del Genoa: “Noi abbiamo in più l’entusiasmo, so che lì è dura e ci sono malumori. Poi qui in casa siamo 22, 50 con lo staff e più 30 mila”.

Baldanzi ha fatto vedere di che pasta è fatto, ma anche, quando è uscito, che i cambi di qualità si sono rivelati fondamentali: “Nel calcio è importante mettere in campo giocatori forti − dice De Rossi − la tecnica ti aiuta, ti fa fare i gol a patto che ci sia disponibilità, né Junior Messias né Baldanzi hanno lesinato il loro impegno. La direzione è di farli giocare insieme, con certe squadre è più difficile sostenerli. Al momento non è possibile perché non so se tutti e due hanno i 90 minuti. I giocatori forti devono stare in campo”.

Su Baldanzi si sofferma: “Tommaso è stato il mio primo acquisto alla Roma e al Genoa e continuo a portarmelo dietro, per i valori tecnici e umani. Alla Roma aveva un ruolo meno da protagonista, ma due o tre anni di Roma lo hanno reso più spigliato. Ha detto più parole nella prima cena che abbiamo fatto a Genova che in sei mesi di Roma. E qui c’è gente che quando arriva un nuovo non è mai un oggetto non riconosciuto, diventa subito uno di noi, poi la differenza la fa lui”.

E su Messias rivela un retroscena: “L’altro giorno è venuto a chiedere di allenarsi di più. Lui è qualcosa di diverso rispetto agli altri, ha grandissima qualità. Per gli infortuni abbiamo dovuto preservarne la condizione fisica. L’ho avuto veramente poco a disposizione, ora ci siamo venuti incontro e in questa situaione in cui i punti contano tanto cercheremo di riportarlo in condizione”.

La scelta di Ekuban al posto di Vitinha è stata motivata così: “L’abbiamo preparata per giocare sotto le punte tra le linee. Lui è uno dei miei preferiti, ho chiesto al direttore di tenerlo anche anno prossimo. Non volevo perdere la postura degli attaccanti in profondità. Non volevo alleggerire la squadra, poi siccome giocavamo con i piedi invertiti pensavo che ci sarebbe stato qualche cross in più e volevo in area un giocatore di statura con Colombo. Noi abbiamo un parco attaccanti migliore rispetto a quelle squadre che sono lì in lotta per la retrocessione”.

È entrato anche Amorim: “Lui lo vedo bene in tutto quello che ruota a centrocampo, sottopunta anche. Si è già inserito. Lui può giocare ovunque, ha tanta concorrenza, ha firmato per cinque anni, no per cinque partite. Ha pure arringato la folla, l’ho già visto dentro questa sua nuova avventura”.

Arrivato anche il secondo clean sheet consecutivo: “Probabilmente se ne facessimo di più avremmo qualche punto in più. Abbiamo imparato a lavorare quando siamo bassi. Io insisto tanto su questo”.

Con questi tre punti il Genoa può affrontare le prossime partite con Inter e Roma provando a fare il colpaccio senza l’ansia di una classifica complicata: “Andremo a Milano per fare punti. Tutto si può fare nel calcio. Già all’andata e poi con Lazio, Napoli e Atalanta abbiamo fatto delle grandissime partite”.

 




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