Liguria

Genoa, De Rossi dopo la sconfitta: “È il bello e il brutto del calcio, dopo il var è cambiata l’elettricità della partita”

Genova. Non perde molto tempo ad analizzare la partita tra Genoa e Udinese Daniele De Rossi in conferenza stampa post gara: “Era abbastanza direzionata verso un andamento che mi piaceva, ma è il bello e il brutto del calcio, si va avanti. Le occasioni che non abbiamo segnato sono state questione di centimetri, non per errori o poca freddezza. Rimango con l’orgoglio per l’ottima squadra vista sul campo. A livello di prestazione è stato meglio di Verona, quasi come quella col Torino. Il calcio è così. Siamo stati bravi e dobbiamo essere bravi nelle aree di rigore dove si decidono le partite”.

Non è facile accettare questa sconfitta, ma De Rossi è sicuro che i suoi giocatori guarderanno avanti: “Ci sono già passati perdendo partite che non meritavano di perdere, hanno sempre dimostrato di rialzarsi. L’unico vantaggio che ho io è che sono lucido nell’analizzare le partite, che non mi faccio trascinare dal risultato. Ho fatto i complimenti ai ragazzi e ho detto loro di staccare la spina a chi va di dedicarsi alla nazionale e agli altri alla famiglia. Hanno guadagnato il premio di 4-5 giorni di vacanza poi torneranno ad allenarsi forte come hanno sempre fatto”.

Nei primi sessanta minuti forse è stata una delle migliori partite del Genoa in casa. Dopo l’episodio del rigore annullato De Rossi ha notato che la sua squadra è rimasta padrona del campo anche dopo l’episodio, “ma c’era più elettricità. Poi è difficile calmare i ragazzi in campo, anche tra il pubblico c’era più elettricità. Era più diretta verso la sensazione di ingiustizia anche per i ragazzi in campo. Un pochino di lucidità forse si è persa. Non abbiamo perso per quello, l’Udinese può creare un’azione o un contropiede e sono stati bravi a fare gol e poi a chiudersi in area. Abbiamo avuto una reazione, non molto lucida o composta, ma abbiamo creato qualche occasione e messo la palla in area. Forse è mancata la zampata. Quell’episodio ci ha un po’ distratto, ma non ci ha tirati fuori dal campo come successo con la Roma”.

Il dispendio fisico è stato notevole, ma la squadra ha tenuto testa all’Udinese per due terzi di partita: “Abbiamo tenuto botta e tenuto il campo. Giocare una partita così fisica e farla da padrone contro una squadra come l’Udinese, con giocatori che avevano i crampi come Ellertsson che si è rialzato e ha fatto sessanta metri di scatto, ti fa ben sperare per il futuro. Puoi lottare contro chiunque. Mi aspettavo questa partita, temevo i loro contropiedi e la loro forza. Salvo un paio di occasioni, soprattutto alla fine, li abbiamo tenuti a bada molto bene”.

Dopo gli elogi di ieri, Marcandalli, a parte l’indecisione sul secondo gol, sembra ancora cresciuto. Si è sganciato molto nel primo tempo: “Ha fatto l’ennesima partita incredibile, nel primo tempo si è sganciato molto e nel secondo tempo ha tenuto in piedi la baracca insieme ai compagni di reparto. Contro giocatori molto veloci lui faceva il giro intorno e prendeva la palla. Cresce molto, anche dal punto di vista tecnico. Non mi stanco di ripetere che ha un’attenzione, un motore e una cilindrata che lo fanno rientrare tra quei giocatori che possono giocare a livelli altissimi. Deve aggiungere sempre di più, non accontentarsi e mettere sempre più dentro pulizia di passaggio, giro palla e lettura di alcune situazioni. Sono molto colpito da lui”.

Anche oggi gli esterni di centrocampo erano schierati a piedi invertiti: “A me piace da sempre, magari un giorno riusciremo ad avere esterni offensivi. Alla Roma avevo preso Soulé per farlo giocare anche quinto e avere giocatori sulle fasce che tornassero a difendere, ma che potessero puntare e creare superiorità. Non necessariamente devono essere per forza terzini adattati. Ci sta dando vantaggi, è nata come una soluzione per liberare di più Norton-Cuffy visto che aveva fatto un po’ di partite in cui veniva tanto al centro e secondo me lo sta interpretando bene. Oggi l’ho visto bene, soprattutto nel secondo tempo quando ha tirato fuori giocate interessanti. Lavoriamo tanto anche sul sinistro, quando giochi sulla fascia opposta devi imparare a farlo senza perdere un tempo di gioco. Lavoriamo anche sul piede debole e stanno lavorando molto bene, sia lui che Ellertsson, Sabelli e Martin, che ci darà una grande mano perché è quello che crossa meglio di tutti”.

Oggi il Genoa ha provato a trovare il gol in tanti modi: lo schema su corner, la punizione, conclusioni dalla distanza. “Lo schema su calcio d’angolo mi uccide, l’avevamo provato ieri ed eravamo convinti che riuscisse. Francesco Checcucci ci fa le nottate a vedere queste soluzioni, è un peccato perché è uscito di pochi centimetri, ma è venuto perfetto come lo avevamo immaginato. Dovevamo creare diverse soluzioni, perché la fisicità dell’Udinese è importantissima e se non hai soluzioni fai fatica ad arrivare in porta. I ragazzi sono stati bravi, si sono mossi nell’ultimo spicchio di campo. C’è mancato poco, se dovessimo continuare così continueremo a fare tanti gol come fatti fino ad ora”.

Oggi De Rossi sembrava particolarmente rapito dalla Nord, è pure spuntato un bandierone con scritto ‘Daniele De Rossi uno di noi’: “È bello far parte di questo gruppone di gente, ringrazio chi ha fatto il bandierone. Io sono contento soprattutto perché mi sento fortunato per la squadra che alleno e per la società che mi supporta e mi sostiene. La cosa più rara nel calcio è trovare tifosi che analizzano e apprezzano con lucidità, rendendoti omaggio anche dopo una sconfitta. Non è la prima volta che lo fanno, vorrei smettere di perdere partite che meritiamo di vincere. Vorrei smettere di fare i complimenti per la sportività che hanno, ma ogni volta che lo fanno devo dirlo. Non è stato così con il Pisa, che avevamo fatto una partita meno bella e ci hanno fischiato. Per tutti i cento minuti c’è sostegno e a fine partita c’è incredibilmente un’analisi molto lucida da una tifoseria molto calda. Ci chiedono di combattere e questi giocatori lo hanno sempre fatto”.




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