Gelo e fiamme, senzatetto a rischio a Bolzano – Bolzano
BOLZANO. Di notte le temperature scendono sottozero. Il rischio che chi dorme in strada non sopravviva è concreto. Così il sindaco Claudio Corrarati: «Monitoriamo la situazione molto bene e con senso di responsabilità per capire se occorre attivare un’operazione di Protezione civile di emergenza». Che significa letti in più e aprire, per esempio, una palestra.
Duca D’Aosta, rogo pericoloso
Domenica mattina alle 9 alcuni materassi hanno preso fuoco in un sottoscala al civico 53 di via Duca D’Aosta. I vigili del fuoco son intervenuti per spegnere un rogo importante che poteva diventare pericoloso per chi abita nell’edificio. Possibile un atto vandalico o una svista compiuta da chi tentava in qualche maniera di scaldarsi. Tende sotto ponte ResiaSotto ponte Resia, tra l’Arginale e l’Isarco, si vedono alcune tende, con persone che vanno e vengono e passano la notte a temperature insopportabili. Possibile che la mattina qualcuno di loro non si svegli.
Due morti tra 2022 e 2023
A Bolzano è già successo. A dicembre 2022 un ragazzo egiziano di 19 anni venne trovato morto in Zona industriale. Lo stesso nel 2023 quando una donna romena di 50 anni venne rinvenuta senza vita il giorno di Natale, nell’incendio di una stufetta a gas all’interno della baracca all’altezza di ponte Adige.
Il sindaco: evitare che accada
«Vogliamo evitare che accada di nuovo – dice Corrarati – stiamo facendo il possibile. Sono in contatto continuo con il presidente Arno Kompatscher, la Protezione civile e l’assessora al sociale Patrizia Brillo. Monitoriamo la situazione per capire se occorre attivare un’operazione di Protezione civile di emergenza». Ma i posti nelle strutture della provincia sono tutti occupati? «Il presidente ha effettuato una verifica su tutto l’Alto Adige ed ha detto che c’è ancora qualche letto disponibile». Quale è la situazione in città? «Anche qui c’è ancora qualche posto disponibile ma ricordo che tutti coloro che vogliono entrare devono essere in possesso di un qualsiasi documento di identità per essere registrati. Dobbiamo identificare le persone che entrano per una questione di sicurezza generale della popolazione. Ma come detto stiamo monitorando e verificando gli sviluppi per capire se è necessario attivare un’operazione di Protezione civile di emergenza». Che significa aprire letti in più. «Nessuno sarà lasciato morire per strada – chiude il sindaco – voglio che sia chiaro, questo principio resta sacro».
Trenta in lista senza requisiti
«La vita umana? Va sempre tutelata». Andrea Tremolada, responsabile dell’area sociale della Croce Rossa, dice che l’ex Lemayr di via Avogadro, struttura per l’accoglienza notturna invernale (aperta dalle 7 alle 20) può ospitare al massimo 70 persone più altre 20, in questo caso solo se in Alto Adige non ci sono più posti. «E siamo già a 90. Ci sono alcuni letti disponibili, ma ancora pochi: 6 a Brunico, 1 a Merano, Laives è tutto pieno, in città c’è qualcosa. Ma poco. Al momento nel capoluogo ci sono 30 persone in lista d’attesa che però non hanno i requisiti. Non sono stabili a Bolzano da più di 4 settimane. Non sono vulnerabili. Non hanno un documento o hanno un certificato rilasciato dalla questura di un’altra città». Bozen Solidale – presidente Federica Franchi – spiega che a Bolzano più di 100 persone dormono ancora in strada. Le risulta questo dato? «Non sappiamo quale sia il dato reale perchè dobbiamo ricordare che esiste un alto numero di persone che per vari motivi non vuole entrare nelle strutture. Ma potrebbero essere una novantina». Il sindaco suggerisce a Franchi di interfacciarsi con assessorato e con Assb».




