Gaza, sciame di droni attacca la Sumud Flotilla con bombe sonore: danneggiate alcune barche
Genova. Notte di apprensione per gli equipaggi della Global Sumud Flotilla, in queste ore in transito in acque internazionali all’altezza di Creta: alle 0.50 ore greche, infatti, uno sciame di droni ha attaccato le imbarcazioni sganciando su di loro bombe sonore e “materiali non identificati”. Alcune barche sono state danneggiate, ma dalle prime notizie non risultano feriti
“La barca Zefiro è stata colpita, danneggiata, gli è stato distrutto lo strallo di prua e quindi hanno proprio attaccato la struttura di una delle barche – ha raccontato in un reel su facebook Maria Elena Delia, referente italiana della missione che viaggia sulla “Morgana” insieme ai parlamentari Marco Croatti del M5S e Benedetta Scuderi di Avs – siamo in acque internazionali vicino alla Grecia quindi quello che sta accadendo, sta accadendo nella totale illegalità. Hanno attaccato una operazione umanitaria con bombe sonore, materiali non identificati e addirittura danneggiando le barche, mettendo a rischio la vita delle persone. Abbiamo già allertato tutti quelli che potevamo allertare tra cui la Farnesina. Abbiamo cercato di diffondere più possibile quello che sta accadendo ma quello che sta avvenendo è di una gravità senza precedenti”.
Secondo quanto riportato dagli attivisti sui social media, in totale almeno 15 droni hanno sorvolato a bassa quota le imbarcazioni, in particolare la nave Alma, ogni dieci minuti. Successivamente, si sono udite delle esplosioni. L’attivista tedesca Yasemin Acar ha riferito tramite Instagram che cinque navi della flottiglia sono state attaccate. I partecipanti hanno descritto su X l’accaduto come una “operazione psicologica” con “esplosioni, droni non identificati e disturbo delle comunicazioni“. Nonostante l’episodio, gli attivisti hanno dichiarato di non farsi intimidire, affermando che la loro determinazione “è più forte che mai” e che non si lasceranno “scoraggiare dalla missione di portare aiuti a Gaza e rompere l’assedio illegale”.

L’attuale posizione della flotilla
“E’ probabilmente una strategia psicologica – spiega il genovese Jose Nivoi, del Calp Usb imbarcato sulla flotilla – siamo in acque internazionali a poche miglia da Creta. Nel buio non abbiamo potuto capire che tipo di droni è stato utilizzato e non sappiamo quindi da chi. Abbiamo immediatamente iniziato le manovre evasive e ci siamo messi in sicurezza. Andiamo avanti”
Secondo quanto riportato dalle agenzia di stampa nazionali, successivamente il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in missione a New York per l’assemblea generale Onu, ha chiesto all’ambasciata a Tel Aviv di assumere informazioni e di rinnovare la richiesta già fatta al Governo di Gerusalemme di garantire la assoluta tutela del personale imbarcato sulla Flotilla per Gaza. La Farnesina aveva fatto già segnalazioni alle autorità di Israele affinché qualsiasi operazione delle forze armate sia condotta rispettando il diritto internazionale e un principio di assoluta cautela.




